l’inaugurazione

La Stella Maris a torna a volare. Grande festa a Montesilvano

24 Luglio 2026

Politica, istituzioni e accademici insieme per lo storico taglio del nastro

MONTESILVANO

«Quand'è che sarà finita? Mai, perché la cambieremo sempre. Stella Maris sarà un grande esperimento di interazione con la cittadinanza, sarà un enorme laboratorio sempre in attività in cui gli sperimentatori saremo noi e voi insieme, in una totale immersione dell'Università nella città». Con queste parole del rettore dell’Università d’Annunzio di Chieti Pescara, Liborio Stuppia, ieri pomeriggio l’aeroplanino sul mare di Montesilvano è tornato finalmente a volare. Dopo decenni di abbandono, di promesse non rispettate, di cantieri che si sono succeduti e di fiumi di inchiostro spesi per raccontare il degrado che ha abitato le sue stanze dagli anni ’80 ad oggi, l’edificio fascista nato alla fine degli anni ’30 sul lungomare di Montesilvano tornerà ad aprire le proprie porte. E lo farà con un mix di attività dedicate non solo agli studenti universitari, ma anche ai residenti della città adriatica e ai tanti turisti che vorranno visitarla.

La giornata sulla riviera del quartiere Villa Verrocchio è iniziata nel primo pomeriggio con le attività sulla spiaggia e gli ultimi ritocchi prima della grande festa. Alle 19 spazio alla cerimonia di inaugurazione che ha visto rappresentanti istituzionali, forze dell’ordine, accademici e centinaia di cittadini affollare il piazzale retrostante allestito per l’occasione. Poi i saluti di rito, in cui gli amministratori hanno espresso una felicità unanime per una sinergia che ha consentito di restituire alla città, o meglio all’Abruzzo, un gioiello architettonico unico, con la sua forma ad aeroplano, pronto al decollo sul lungomare. Il primo a prendere la parola è stato il presidente della Regione, Marco Marsilio. «Oggi riapriamo questa struttura così bella e importante che ha segnato anche la storia della comunità», ha evidenziato, «da quando nacque per essere una colonia marina. Oggi questa funzione, purtroppo o per fortuna si è persa, ed è stato difficile garantire una continuità nell’utilizzo, darle una destinazione. Ma una forte sinergia istituzionale ha permesso tutto questo». A seguire il saluto del presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri: «Questa è una giornata storica per il passato che abbiamo alle spalle. Il primo ringraziamento va al sindaco Ottavio De Martinis che, in qualità di allora presidente della Provincia, ha ereditato tutti gli sforzi precedenti fatti dai suoi predecessori, Di Marco e Zaffiri, e da quelli fatti prima ancora dalla Regione. De Martinis ha avuto la fortuna di incrociare sul suo cammino due uomini ispirati, a cui io sono grato, i professori Caputi e Stuppia, che ci hanno permesso di vivere questa giornata e di essere a posto con la nostra coscienza». Il sindaco De Martinis, nel suo intervento, non ha nascosto il suo entusiasmo, ricordando come sul palco ci fosse contemporaneamente quel bambino cresciuto nel quartiere della colonia, quel ragazzo che ha vissuto con l’angoscia di vedere la struttura in abbandono e quell’amministratore felicissimo per la concretizzazione dell’idea. Il primo cittadino ha poi anticipato uno dei progetti che, in sinergia con l’Università d’Annunzio e con i carabinieri forestali consentiranno di partire da Stella Maris per entrare nella pineta di Santa Filomena con un percorso di educazione ambientale, che è stato accennato dalla comandante del Reparto Biodiversità di Pescara, Cristina Di Tommaso. «Questa inaugurazione è un’occasione per consolidare il rapporto con l’università e il Comune perché i valori che saranno rappresentati da questa struttura si sposano bene con la nostra mission istituzionale», ha dichiarato la comandante. «La pineta purtroppo soffre del paradosso che di giorno viene frequentata da famiglie e sportivi, mentre di notte regna il caos e la microcriminalità. Quello che faremo sarà dare più spazio ai primi affinché diventino portatori di legalità». Un’altra novità per la città di Montesilvano in relazione a Stella Maris è stata, invece, annunciata dal presidente della Provincia Giorgio De Luca. «C’è un altro regalo, molto simbolico, che farà la Provincia a questo luogo», ha dichiarato. «Un tempo sulla torretta principale di Stella Maris c’era una Madonnina che nel 2011, durante dei lavori di riqualificazione, fu trasferita dall’allora presidente Guerino Testa nella chiesa di San Giovanni Bosco, poco distante da qui. È giusto che oggi possa tornare al suo posto originale affinché tutti i fedeli e i pescatori, possano godere della sua protezione». Dopo i saluti istituzionali, la parola è passata all’ideatore del progetto, l’ex rettore Sergio Caputi. «La prima volta che è si è parlato di questo progetto ho pensato non è possibile che ci offrono una cosa così bella, anche se era ridotta un po’ male», ha raccontato, «e come mai nessuno ha pensato di fare qui qualcosa che preservasse il valore della struttura. Per fortuna poi è arrivato Stuppia che la pensava allo stesso modo, che mi ha permesso di non fare un buco nell’acqua e di dare valore a quello che abbiamo iniziato». Infine, a raccontare al pubblico presente il futuro della Stella Maris è stato proprio l’attuale rettore Stuppia. Dalle summer school per docenti e studenti stranieri con annessa foresteria, alle attività sportive sulla spiaggia, passando per la biblioteca comunale e le sale immersive, Stuppia ha garantito che l’ex colonia sarà un luogo sempre aperto alla città e sempre in movimento. «Abbiamo iniziato tre anni fa con un concerto qui che ha rappresentato il primo momento di apertura alla città, quando i lavori non erano ancora iniziati», ha ricordato il rettore. «Poi abbiamo organizzato un altro evento quando sono iniziati i lavori, poi ancora il Fai ci ha chiesto di organizzare a primavera un evento per far conoscere la struttura. Oggi abbiamo un nuovo evento, anche se la Stella Maris non è completamente pronta, ma iniziamo le attività sportive. Ci chiedono: ma quante volte lo inaugurate? Non è questione di inaugurazioni, ma di coinvolgimento della città in tutte le sue fasi. Questo è una sorta di trailer in cui vi sveleremo quello che ci sarà in futuro che non sarà mai uguale, perché cambieremo continuamente proprio per far vivere la struttura». Ed è proprio la città che, al termine della cerimonia, dopo la benedizione e il rituale taglio del nastro, ha avuto la possibilità di visitare in anteprima l'ex colonia riqualificata. Centinaia le persone che hanno atteso in fila il proprio momento per rivedere dopo anni – o per vedere per la prima volta – Stella Maris. Anche i montesilvanesi che non hanno mai frequentato la struttura sul mare, infatti, sentono il legame con quell'edificio storico prima colonia, poi quartier generale dei tedeschi, poi ospedale militare, poi ancora rifugio per gli sfollati della guerra e, infine, luogo di accoglienza per bambini orfani e scuola. Fino agli anni '80, quando il degrado l'ha abitata per quasi 50 anni fino alla sua rinascita, ieri, grazie all'Università d'Annunzio e alla sinergia tra tutti gli enti coinvolti.