La Stella Maris diventa un centro per il turismo: a settembre via ai lavori

Sopralluogo del rettore Stuppia e De Martinis sugli interventi da fare Attesa per l’apertura dell’aeroplanino dopo decenni di abbandono
MONTESILVANO. L’ex colonia Stella Maris pronta per l’avvio di un nuovo cantiere. Dovrebbero partire nel mese di settembre gli interventi di completamento della ristrutturazione dell’edificio storico di Montesilvano che diventerà presto una delle sedi dell’università d’Annunzio di Chieti Pescara. Ad annunciarlo è il sindaco Ottavio De Martinis che la settimana scorsa, in qualità di presidente della Provincia di Pescara – ente gestore dell’ex colonia – ha effettuato un nuovo sopralluogo nella struttura. Con lui anche il nuovo rettore dell’ateneo, Liborio Stuppia, il direttore generale Giovanni Cucullo, Aldo Manzi della Sovrintendenza dei beni culturali e il dirigente provinciale Marco Scorrano. Obiettivo della visita, verificare gli interventi che ancora mancano per consentire a studenti e insegnanti di vivere gli spazi dell’aeroplanino di Villa Verrocchio.
Sono trascorsi 9 mesi dalla sottoscrizione della convenzione tra la Provincia e l’ex rettore Sergio Caputi, che aveva annunciato l’avvio dei lavori entro la fine dell’anno passato. Ma il cambio ai vertici dell’università ha ritardato di qualche mese il cantiere che ora, però, sembra pronto a partire. «Il sopralluogo della scorsa settimana», dice De Martinis, «è stato utile proprio per consentire al nuovo rettore Stuppia di prendere visione dell’edificio e per comprendere, anche insieme alla Sovrintendenza, quali lavorazioni devono e possono essere fatte per adeguare gli spazi dell’ex colonia alle esigenze dell’università».
Come anticipa De Martinis, l’idea è quella di eliminare la recinzione arrugginita e il muretto di recinzione per dar vita a un ambiente più aperto alla città e al contatto con il mare il cui spazio antistante sarà oggetto, a sua volta, di interventi per la realizzazione di una balconata sulla spiaggia. Qualche novità è in arrivo anche sulla destinazione degli ambienti interni dal momento che il nuovo rettore sembra essere interessato anche a nuove attività: il precedente rettore, infatti, aveva scelto di destinare la Stella Maris all’UdaTech Lab, il centro di ricerca sperimentale che coinvolge sei dipartimenti per lo studio di materiali e strutture, sia in area politecnica che medica. Ma non solo. La Stella Maris era stata pensata anche come sede del Centro della sostenibilità, costituito dopo che l’ateneo abruzzese è entrato a far parte della rete delle università sostenibili, con una specifica attività di studio sui cambiamenti climatici. E ancora, l’obiettivo di Caputi era quello di realizzare nella struttura un importante centro di raccolta di big data, un “centro di supercalcolo”, in collaborazione con società partner dell’università, per ospitare attività pratiche per studenti e dottorandi dell’Uda. Ma secondo le volontà del nuovo rettore Stuppia, l’ex colonia potrebbe ospitare anche attività più strettamente collegate con il turismo e il mare, anche alla luce della sua posizione nella città adriatica.
Annunciando la ripresa dell’iter per il completamento della riqualificazione della struttura e la sua restituzione alla città, si dice «molto soddisfatto» dei rapporti collaborativi con l’ateneo avviati con il precedente rettore Caputi e ora ripresi con successo anche con il nuovo rettore Stuppia.
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