La strada statale “bloccata” da 16 sindaci

Fasce tricolori e girotondo sulla Piceno-Aprutina chiusa a giugno tra Guardiagrele e Casoli: residenti e aziende in ginocchio
CASOLI. Gli aruspici di oggi indossano le fasce tricolori e si tengono per mano mentre, per una manciata di minuti, bloccano simbolicamente la statale 81 chiusa al traffico da quasi due mesi per una frana. Se ai tempi degli antichi Romani, gli aruspici erano i sacerdoti designati a ispezionare le viscere delle vittime di immolazioni, oggi invece sono i sindaci che, come are sacrificali, hanno le transenne messe dall’Anas e che sbarrano quella strada. Forse pochi di loro sanno che nel passato questa statale, che parte da Ascoli Piceno e termina proprio qui, a Casoli, dopo 160 chilometri, prima di essere ridenominata Piceno-Aprutina, si chiamava proprio “via Viscerale”. Probabilmente proprio perché per realizzarla si dovette scavare nelle parti più recondite delle terre collinari di quattro province, come in un’ispezione delle cavità interne di un corpo.
IL PRIMO DEI RADUNIEccoli i nuovi “sacerdoti” dei territori del Medio Aventino e del Medio Sangro radunati nel sit-in di protesta mentre nelle interviste partono tutti da un “Oggi siamo qui perché…” come se rispondessero a un simbolico appello a mo’ di alunni di scuola destinati ogni anno ad andare a lezione in luoghi sempre diversi per mancanza di sedi permanenti. Oggi, come in un rosario da sgranare, cominciano con i disagi causati a un comprensorio di 27mila residenti dalla statale chiusa e dalla viabilità alternativa che porta tutto il traffico, pesante e non, ad attraversare territori - come contrada Ascigno di Casoli e San Domenico di Guardiagrele - con vie sconnesse e piene di buche. Ma, annunciano fin da ora, che presto faranno la stessa cosa su sanità, banda larga, accesso all’istruzione, alla formazione e all’assistenza; per il turismo e i servizi connessi alle aree protette, forma di economia complementare a quella dell’industria piccola e grande che in questo territorio ha i suoi affermati brand, a cominciare dai pastifici. Insomma, oggi è solo un assaggio di una protesta di più vasta portata.
SIT-IN E RIVENDICAZIONI Alle 9 le pattuglie di carabinieri e polizia già rallentano le auto al “trivio” per Ascigno, Casoli e Fara San Martino, a poca distanza dalla caserma dei vigili del fuoco. «È inaudito», attacca Claudio D’Emilio, sindaco di Palena, «che dal mio paese per andare a Chieti, capoluogo di provincia e dove c’è anche il tribunale del distretto ci voglia un’ora e mezza. L’Anas gli interventi deve programmarli. Ci vuole più attenzione per un dissesto idrogeologico evidente da tempo. È vitale che si sostenga questa strada». Per il sindaco di Altino, Vincenzo Muratelli, «questo territorio rivendica servizi che mancano. È necessario riaprire questa strada: i politici creino un focus di attenzione per questa parte del Chietino». Nicola Frattura, sindaco di Pennadomo, sostiene che si è arrivati al punto di «essere costretti a fare un sit-in del genere. La viabilità in generale è un disastro, ma nel mio paese c’è anche il pericolo di frana sull’unica strada che ci collega con la Val di Sangro. Speriamo che con questa mobilitazione qualcuno prenda atto dei nostri problemi». «Accendiamo i riflettori della politica provinciale, regionale e nazionale», dice Antonio Tavani, sindaco di Fara San Martino, «su un comprensorio che vanta il polo agroalimentare più performante degli ultimi due anni in Italia, il collegamento con la zona della Val di Sangro e le attrazioni turistiche a cominciare dalle Grotte del Cavallone, appena riaperte, un grande fattore di attrazione e di salvezza economica in questo pezzo di provincia. Ovviamente la stagione turistica è ormai saltata e paghiamo pegno ancora una volta. L’unica possibilità per raggiungere questa valle è data dalla statale 81: bisogna riprendere con forza il progetto della transicollinare, disponibile al ministero: su questo spenderò tutto il mio impegno». Per Domenico Giangiordano, sindaco di Roccascalegna, «la nostra presenza massiccia qui, riflette i problemi delle nostre strade interne. Il mio paese fa 60mila visitatori l’anno ma le strade sono delle mulattiere. E chi viene per turismo ci rimprovera la viabilità». Consuelo Di Martino, sindaco di Palombaro, non ha dubbi: «siamo spariti da ogni tipo di attenzione», mentre per il sindaco di Casoli, Massimo Tiberini, «siamo qui uniti, senza colori politici, per chiedere più attenzione alle aree interne. Ci sono tanti tagli aggiuntivi di fondi ai nostri comuni come la recente apertura a sole 12 ore al giorno dei pronto soccorso degli ospedali di Casoli, Guardiagrele e Gissi. Non si può guardare soltanto alla Costa dei trabocchi». Per Mario Zulli, sindaco di Gessopalena, «facciamo fatica a mantenere aperte le scuole unendoci come comuni ma gli enti sovracomunali devono muoversi per farci garantire i servizi in maniera ottimale: ho scuola con Roccascalegna ma la strada provinciale è impercorribile». «Alcuni miei compaesani studiano e lavorano a Chieti», dice Angelo Piccoli, sindaco di Montenerodomo, «e c’è bisogno di una viabilità che funzioni». Per Carmine Ficca, sindaco di Torricella Peligna, «è venuto il momento di rilanciare questo territorio sottoposto a troppi disagi». Anche Danilo D’Orazio, sindaco di Civitella Messer Raimondo, è dello stesso avviso: «Questa strada è l’unica per andare all’ospedale di Chieti: dopo quanto tempo arriva un’ambulanza?». «Il problema è serio per la viabilità interna, per la sanità, per la mobilità sul lavoro, per la scuola e il turismo», dice Donatello Di Prinzio, sindaco di Guardiagrele, «e con Casoli adesso patiamo anche la difficoltà di avere strade inidonee ad accogliere i veicoli per la statale chiusa». «I piccoli comuni sono allo stremo per la viabilità», aggiunge Rosalina Di Giorgio, sindaco di Pennapiedimonte, «e strada vuol dire sanità e turismo». «Sono in attesa di avere una bambina», rincara la dose, Tiziana Di Renzo, sindaco di Lama dei Peligni, «e il mio paese adesso dista un’ora e mezza da Chieti: rischio di far nascere mia figlia nelle curve tra Ascigno e San Domenico?» «Viviamo in un’area», sottolinea Gianni Bellisario, sindaco di Perano, «in cui pochi si ricordano dei problemi e nessuno mette in luce le peculiarità dei territori». Per Arturo Scopino, sindaco di Montelapiano e vicepresidente della Provincia, «stimoleremo l’Anas per la riapertura più veloce possibile della statale». Al sit-in c’è anche Silvio Paolucci (Pd), è l’unico consigliere regionale presente: chiede «l’intervento immediato dello Stato per una situazione insostenibile. Il governo se ne faccia carico così come i parlamentari di centrodestra».
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