La suora, il generale e l’arte del decidere

Una ministra di Papa Francesco, il capo della Difesa insieme alla magistrata Mantini all’incontro organizzato da D’Alfonso
Lettomanoppello, Abruzzo, Italia: il giorno della tonaca bianca, dell’uniforme grigioverde e di tanti colpi di scena nel racconto di un paese in crisi. Lei, la portatrice di tonaca, con fantastica ed elegante ironia, dice: «Il mio Capo - sorriso - ha molto da insegnare sul come si decide». Lui, il portatore di uniforme, con spiazzante e sorprendente sincerità racconta: «Ho dovuto aprire una casella mail per agevolare i giovani che vogliono spiegarmi le loro idee nuove. Altrimenti - sospira - le strutture gerarchiche fanno in modo che non arrivino mai, o che arrivino come vogliono loro!».
Lei, suor Alessandra Smerilli, è la prima donna che ha scalato il vertice del Vaticano. Lui, il generale Carmine Masiello, è il nuovo Capo di Stato maggiore della Difesa. Se non ci fossero stellette e crocifissi, a chiarire le rispettive identità, sentendo solo i loro discorsi, si resterebbe spiazzati: una suora spiega la complessità delle gerarchie, e un alto ufficiale ragiona sul «valore del fallimento». Esalta i soldati che oggi in Libano «rischiano la vita per la pace». Aggiungete, poi, gli altri azzeccatissimi relatori: due professori universitari che sviscerano la crisi del sistema formativo nazionale, un ex presidente di Regione che fa capire la difficoltà della politica che abbandona la capacità di lettura “Novecentesca”, aggiungete una magistrata che illustra il dilemma del giudicare, e avrete chiaro il motivo per cui ieri l’incantata chiesetta di San Nicola di Bari ospitava una folla variopinta e sorprendente. Non c’erano Chiara Ferragni o influencer, né griffe o brand, né simboli di partito, non giocatori di serie A. L’occasione di questo incontro di personalità diversissime era un serioso convegno intitolato: “Saper decidere”. Che tuttavia si è celebrato in poco più di due ore senza che volasse una mosca, soprattutto perché - tanto per fare esempi - una imprenditrice, Francesca Mariotti, ha usato in modo illuminante la sua esperienza nella Pandemia per far capire come mai le macchine organizzative italiane nell’emergenza si incartano sempre su se stesse (e solo la società civile - talvolta - riesce a impedire questo esito). Perché l’ex presidente ed organizzatore (Luciano D’Alfonso) ha chiarito in modo illuminante il motivo per cui, se la politica non alza il suo sguardo dalla gestione del giorno per giorno non risolve nessun problema. E perché la magistrata, Annarita Mantini, ha dimostrato, con alcuni esempi semplicissimi, che la magistratura, per riuscire ad amministratore la giustizia, deve «rifiutare la tentazione di inseguire il consenso».
Il professore, Lucio D’Alessandro, rettore di Sant’Orsola, con un solo dato ha reso visibile il tracollo del sistema formativo italiano in Europa: «Siamo il penultimo Paese per numero di laureati». Tuttavia, in un crescendo perfetto, quando arriva la prima ministra donna della Santa Sede viene giù la sala. Perché suor Alessandra (abruzzese di origine vastese) responsabile del Dicastero Vaticano per lo sviluppo umano («Tecnicamente sono il ministro di uno Stato estero»), suscita applausi e risate spiegando, con evidente ironia: «Quando parlo del “mio capo” sapete che parlo di Papa Francesco». E ancora: «Lui è un leader: e per me i leader sono quelli che riescono a capire ciò che gli altri non vedono». Ed infine, tra gli applausi: «Un capo sa scegliere un punto di vista diverso. Papa Francesco è un leader che ha intuito che, soprattutto in questi tempi, dalle periferie del mondo si vede molto meglio che dal centro». E che dire del generale, non meno spiazzante? «La non decisione è una scelta di comodo. Io - spiega Masiello - dico ai miei ufficiali di non punire mai chi sbaglia senza dolo e senza colpa. Perché solo sbagliare ti aiuta a riprovare». Gran finale: «Nel tempo moderno solo chi sbaglia - osserva - ha la capacità di innovare. Solo chi ha sbagliato, può vincere».
Ecco perché Lettomanoppello era piena di generali, togati, accademici e soprattutto di curiosissimo popolo abruzzese. Immaginate bande, fanfare e pranzo conclusivo in un chiostro francescano. Suor Alessandra sospira: «La leadership può legarsi alla necessità di scegliere. Pensate ai monasteri benedettini: pochi sanno che le prime forme di democrazia moderna sono nate lì».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

