La svolta di Gallerati «Scelgo la Regione è un esame per tutti»

23 Dicembre 2018

L’ex sindaco con Legnini ma senza abbandonare il Comune «L’area vestina per crescere ha bisogno di rappresentanza»

MONTESILVANO. Fulminato sulla strada di Damasco dall’ex vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, l’ex sindaco di Montesilvano Renzo Gallerati accetta la candidatura al consiglio regionale con la lista civica “Cattolici e Popolari” selezionata da Licio Di Biase e si prepara a quello che, solo due settimane fa, aveva definito «l’esame da privatista». Per uno che era già sindaco in pectore, con tre/quattro liste civiche pronte a muoversi per lui insieme ad Articolo 1, rimettersi in gioco a meno di due mesi dal voto per conquistare la fiducia degli elettori di un collegio molto più vasto non dev’essere stata una scelta semplice.
Dottor Gallerati, cos’ha determinato nel giro di pochi giorni questo suo ripensamento? È passato dalla quasi certezza di una poltrona da sindaco all’incertezza di un posto all’Emiciclo...
«Il comune denominatore è sempre quello: l’amore per la mia città», risponde l’ex sindaco. «E poi l’alto profilo istituzionale del candidato governatore di quella che sarà una coalizione che abbraccia non solo i sindaci di tanti comuni abruzzesi, ma il mondo produttivo, professionale, cattolico e culturale, ognuno chiamato a impegnarsi in prima persona. E poi ho studiato i certificati di nascita e di residenza dei consiglieri regionali degli ultimi anni. Montesilvano e l’area vestina non sono più rappresentate da molti anni. Un vuoto incomprensibile se si pensa che l’altra vallata, quella del Pescara, è stata iper rappresentata».
Cosa conta di fare per il suo territorio se verrà eletto consigliere regionale?
«Innanzitutto lavorare sulle infrastrutture e la viabilità. La via Vestina è stata inaugurata nel 1742. Da allora, a parte qualche allargamento e qualche marciapiede, la strada di collegamento tra la costa, l’area vestina e il Gran Sasso è rimasta quella. La Regione può fare qualcosa per migliorare i collegamenti? E sull’allungamento dell’uscita della galleria di Montesilvano la Regione può fare qualcosa insieme all’Anas? E sul turismo? Perchè il pacchetto di offerte si deve concentrare tutto sulla costa? L’area vestina non è seconda a nessuna in quanto a bellezza, a monumenti, a storia, a gastronomia. E sui servizi? E sulla sanità? Ci si può lavorare? Si possono migliorare le cose? Io dico di sì: proprio dalla Regione. Anche l’attuale vicesindaco, De Martinis, ha capito che la terza città d’Abruzzo e l’area vestina non possono non avere un loro rappresentante in Regione».
Cosa si sente di dire a quelle liste civiche che, non appena è uscita la notizia della sua candidatura alla Regione, le hanno voltato le spalle?
«Il voto del 10 febbraio non rappresenterà soltanto un esame per me e per i candidati, ma soprattutto per gli elettori. Tocca a loro scegliere per il meglio, e io sono convinto che il meglio per l’Abruzzo è Legnini. In realtà il candidato naturale dell’area vestina era Gabriele Florindi, sindaco di Città Sant’Angelo. Il quale però ama talmente tanto la sua città che ha preferito non destabilizzare la sua comunità. E non si è dimesso. E io? Perchè dopo 15 anni torno a mettermi in gioco? Se i miei concittadini comprenderanno questa scelta, allora affronteremo l’esame tutti insieme. Per superarlo».
E a maggio cosa farà? Come lo vede Gianluca Fusilli candidato sindaco di Montesilvano?
«Mi auguro di poter dare comunque il mio contributo in consiglio comunale, in ogni caso oltre ai programmi e a una visione alta del futuro di Montesilvano io credo occorra che la città venga guidata dall’uomo più adeguato, più competente, più aggregante e più noto che Montesilvano possa esprimere».