La terra si muove, una casa sgomberata

9 Febbraio 2017

Altre quattro abitazioni a rischio in località Santa Maria. Si ripete l’allarme del 2015, riunione d’emergenza con Mazzocca

VILLA CELIERA. Un fronte franoso lungo oltre 700 metri mette in ginocchio il versante alto di Villa Celiera. Il fiume di fango e detriti ha reso inevitabile lo sgombero di un'abitazione in località Santa Maria e messo a rischio, dunque sotto monitoraggio, altre quattro case. «In poche ore, il movimento del terreno ci ha riportato in piena emergenza», commenta il sindaco, Oreste Di Lorenzo. Fortunatamente, il flusso sembra essersi incanalato verso Fosse Secco, ma il rischio che il movimento di detriti e fango possa deviare e interessare altre abitazioni e strade è ancora reale.

Anche il ponticello di Fosso Secco è stato sotto controllo per tutta la giornata. I materiali trascinati dalla frana rischiano infatti di ostruire il passaggio e dunque di distruggere il ponte. Ieri mattina, il sindaco, assieme agli uomini dei vigili del fuoco, ha verificato costantemente la situazione per capire, alla presenza del geologo, tutti gli eventuali sviluppi del movimento del terreno.

Sul posto sono arrivati gli uomini della protezione civile locale, i carabinieri e la polizia locale. Due strade sono state interdette e altre potrebbero essere soggette a provvedimenti simili. È stato impegnato anche un elicottero dei vigili del fuoco per monitorare la zona in frana dall'alto. È intervenuto anche l'assessore regionale alla Protezione civile, Mario Mazzocca, che assieme al genio civile, al funzionario dei vigili del fuoco, e al sindaco ha tenuto subito una riunione tecnica per verificare lo stato delle cose e assumere le prime misure necessarie a fronteggiare l'emergenza.

«La frana è ancora in movimento nella contrada Santa Maria. Adesso siamo in una fase ricognitiva, poi individueremo fin da subito le misure urgenti da mettere in campo come Genio civile e come Regione Abruzzo. La montagna deve tornare a essere quel presidio ambientale che è stata per decenni e secoli. Questa frana è la logica conseguenza delle abbondanti nevicate che si sono avute nelle scorse settimane e di un dissesto idrogeologico generale che coinvolge tutti i territori pedemontani pescaresi», ha detto Mazzocca poco prima di intervenire alla riunione tecnica.

Di certo, il maltempo di questi giorni non favorisce l'arrestarsi del movimento franoso in atto. L'emergenza nella zona del Voltigno sembra non avere fine. Già nel marzo 2015, a Villa Celiera, così come nella Valle del Giardino, a Civitella Casanova, si registrarono importanti movimenti franosi. Su tutto il versante è in atto un dissesto idrogeologico che avrà bisogno di uno impegno economico importante per essere sanato. Servirà, da parte delle istituzioni regionali e nazionali, un aiuto determinante per far sì che i territori come Villa Celiera e Civitella Casanova non vengano dimenticati e abbandonati a uno spopolamento che, purtroppo, potrebbe diventare presto la logica conseguenza dei gravi problemi idrogeologici che da qualche tempo tengono sotto scacco questi territori.

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