La torre campanaria rischia di crollare

Nuova ordinanza del sindaco per la chiesa di San Michele Arcangelo sul Colle martoriato dal dissesto idrogeologico
MONTESILVANO. Un borgo che sta lentamente scivolando a valle quello di Montesilvano Colle dove, oltre all’ennesima frana che ha colpito via Aspromonte, a destare preoccupazione è il campanile della chiesa San Michele Arcangelo che presenta crepe visibili a occhio nudo. Una situazione di pericolo che ha convinto il sindaco, Francesco Maragno, a firmare un'ordinanza che, oltre a segnalare la pericolosità dell’edificio, impedisce il transito pedonale sulla passeggiata del belvedere ai piedi della chiesa.
La decisione è stata determinata da una relazione dei vigili del fuoco che, durante un’ispezione sollecitata dal sacerdote Roberto Bertoia, hanno riscontrato lesioni nel campanile e un distacco della muratura in mattoni, dovuti probabilmente, si legge nel documento, a una «caduta di tensione dei cavi posti a sostegno della struttura». L’edificio religioso, colpito dal sisma del 2009, era stato oggetto di «cerchiatura», un intervento volto a rafforzare la struttura, la cui efficacia è stata compromessa con il tempo probabilmente a causa dei ripetuti movimenti franosi che hanno interessato il Colle soprattutto lo scorso inverno.
Dal momento che «eventuali crolli parziali potrebbero creare problemi alle strutture sottostanti ma soprattutto compromettere l’incolumità pubblica» lungo la passeggiata, la zona è stata chiusa a scopo precauzionale e fino a data da destinarsi.
«La passeggiata panoramica sottostante il campanile», ha chiarito Maragno, «rimarrà chiusa finché la parrocchia San Michele Arcangelo non pianificherà ed eseguirà gli interventi necessari per la risoluzione dei problemi di stabilità della torre campanaria».
Intanto, continua a destare preoccupazione la frana in via Aspromonte che domenica mattina ha portato a valle circa 5 mila metri cubi di terreno e venti pini, oltre a un tratto di strada comunale, il cui transito è stato vietato con un’altra ordinanza sindacale. Un incidente causato, con molta probabilità, almeno a detta dei tecnici del Comune, da un guasto nelle tubature dell’Aca, ignorato per anni.
Ieri pomeriggio, cinque esperti hanno effettuato delle indagini geologiche per stabilire il concreto rischio di ulteriori movimenti franosi che potrebbero interessare le abitazioni presenti nella zona. A partire da oggi, gli uffici tecnici saranno al lavoro per tagliare gli alberi pericolanti ed eliminare tutto il terreno franato all’interno del fosso che potrebbe rappresentare un pericoloso ostacolo al regolare scorrimento delle acque, soprattutto in caso di nuove, abbondanti precipitazioni piovose.
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