La vendita dei beni comunali: i 4 candidati sindaco a confronto

Per fare fronte alla mancanza di liquidità, l’amministrazione costretta a cessioni per chiudere i bilanci Ma la dismissione della farmacia e dell’ex Gigiotto Park hanno causato scontri e sollevato polemiche
CITTA’ SANT’ANGELO. Uno degli argomenti che ha caratterizzato il secondo mandato dell’amministrazione Gabriele Florindi è stata la tenuta del bilancio comunale e le vendite del patrimonio pubblico ad esse legate: in sostanza l’Ente si è trovato a fronteggiare una mancanza di liquidità, cioè di soldi in cassa, per pagare i servizi, dovuta alle criticità della riscossione.
Prima che il Comune avviasse una massiccia operazione di recupero, nel periodo 2011-2015 (tra Tari, Ici, Imu, Tosap, multe) l’introito previsto, ma non presente effettivamente in cassa, superava i tre milioni di euro. Da qui l’apparente paradosso di un Comune senza un euro di debito, ma costretto a vendere i suoi beni per chiudere i bilanci. Una situazione che la minoranza, in particolare SiAmo, ha imputato prima a una cattiva gestione delle risorse, poi a una riscossione inadeguata.
Per la maggioranza, invece, la situazione è stata determinata dalla crisi economica generale, che ha trovato in difficoltà famiglie e imprese al momento di versare quanto dovuto alla collettività.
Resta in ogni caso un dato di fatto, la difficoltà complessiva di tanti Comuni italiani: sono 532 (al 2018) i municipi che si trovano in dissesto o predissesto (sei in Abruzzo, tra i quali Pescara): quando un Comune non è più in grado di pagare i creditori o di garantire servizi essenziali, può chiedere assistenza allo Stato sotto forma di prestiti a lungo termine, che però comportano anche tagli e aumenti delle tasse.
Una situazione scongiurata per Città Sant’Angelo, al prezzo però dell’eliminazione di alcuni servizi e dismissioni contestate, come quella della farmacia comunale e dell'ex Gigiotto Park, un’area verde che presto ospiterà un capannone commerciale. Tuttavia, secondo gli accordi stipulati dall’amministrazione, un terzo della superficie resterà un parco aperto ai cittadini, curato però a spese del privato.
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