«La vera pena sarà il mio rimorso»
Il 24 gennaio scorso Davide Troilo è stato condannato a 30 anni di carcere. Quel giorno, prima di conoscere la sentenza, il 34enne davanti al giudice Colantonio e al procuratore aggiunto Mantini ha...
Il 24 gennaio scorso Davide Troilo è stato condannato a 30 anni di carcere. Quel giorno, prima di conoscere la sentenza, il 34enne davanti al giudice Colantonio e al procuratore aggiunto Mantini ha letto una lettera indirizzata ai familiari dell’ex ragazza, presenti in aula. Eccola. «So di aver fatto una cosa orribile a cui non posso rimediare, ma non c’è un attimo della mia giornata in cui non rielaboro e penso a ciò che ho fatto e il tormento e il rimorso non mi dà pace. Non so cosa mi sia successo, come la situazione sia diventata incontrollabile e la conseguenza sia stata così terribile. Questa mia lettera è rivolta a tutti i familiari, non è una giustificazione, perché quello che ho fatto non ha giustificazione, è soltanto un piccolo gesto per chiedere perdono alle persone che sto facendo soffrire. Pian piano che sconterà la mia pena, qualsiasi essa sia, consapevole che la vita umana non è quantificabile in anni da scontare, la vera pena sarà il rimorso che porterò dentro per quello che è successo. So che è molto prematuro, ma vorrei soltanto con questo che ho scritto, chiedere scusa alle parti offese, ribadendo che non sono mirate ad alleviare la mia situazione processuale, ma vengono da un mio forte pentimento per ciò che ho commesso».

