La villa confiscata in via Tavo diventa alloggio per i poveri

28 Luglio 2023

PESCARA. La villa su due piani confiscata alla criminalità in via Tavo 310 prende vita grazie al progetto di “Housing temporaneo” che consentirà a persone in difficoltà, senzatetto e in stato di...

PESCARA. La villa su due piani confiscata alla criminalità in via Tavo 310 prende vita grazie al progetto di “Housing temporaneo” che consentirà a persone in difficoltà, senzatetto e in stato di grave indigenza ed emarginazione, di trovare un ricovero ma soprattutto di tornare a programmare una vita normale. Ieri, in occasione della partenza dei lavori di recupero dell’immobile, il sindaco Carlo Masci e l’assessore alle Politiche sociali Adelchi Sulpizio hanno presentato l’intervento. «Questa struttura tolta alla criminalità organizzata», ha detto Masci, «viene riconvertita a spazio dedicato a coloro che hanno bisogno e che chiedono una mano tesa. Si tratta di un’operazione di grande qualità sociale, perché come Comune ci facciamo trovare pronti ancora una volta per sostenere gli emarginati».
Al primo piano ci saranno spazi che accoglieranno sei o sette persone per “Housing first”; al piano terra , con un altro progetto finanziato parallelamente, sorgerà una centrale operativa del Pis (Pronto intervento sociale) che sarà attiva h24 per soccorrere e aiutare persone che vivono per strada e si trovano nella difficoltà più estrema.
«Siamo indubbiamente stati bravi», ha detto l’assessore Sulpizio, «a intercettare le risorse, che tra l’altro arrivano da bandi nazionali e non comportano alcuna spesa per l’ente e quindi per i cittadini di Pescara. Questo deve rappresentare a mio avviso un motivo d’orgoglio non solo per gli amministratori ma per l’intera comunità». Sulpizio ha proseguito: «Questo progetto ci permette infatti di raggiungere un doppio obiettivo: da una parte realizziamo uno scopo di legalità a beneficio di tutto il quartiere, a dimostrazione che lo Stato c’è ed è forte; nello stesso tempo dimostriamo che il sistema pubblico, in questo caso il Comune di Pescara, può essere protagonista di un patto di inclusione sociale con soggetti senza fissa dimora che all’interno di un percorso, che dura tra i sei mesi e un anno e in cui saranno seguiti da personale specializzato dei Servizi sociali, potranno uscire dall’emarginazione e guardare al loro futuro con maggiore fiducia. È un’azione concreta di contrasto alla grave emarginazione adulta. Una cosa mi preme dire: noi parliamo poco e facciamo i fatti, lavoriamo in silenzio e non stiamo dietro alle polemiche come credo abbiamo dimostrato con l’abbattimento del Ferro di cavallo in cui nessuno credeva».
«Questa amministrazione sul fronte del sociale in quattro anni ha fatto davvero molto», ha detto la consigliera Maria Luigia Montopolino (Lega), presidente della commissione Politiche sociali.