Lacrime e rose rosse per Falone Il figlio: «Fate del bene come lui»

29 Giugno 2021

PESCARA. «Continuate a fare del bene nel suo nome» esorta padre Rosario Meli, che fa fatica a trattenere la commozione durante l’omelia da quel palco di legno, nel Parco dei Gesuiti ai Colli, che...

PESCARA. «Continuate a fare del bene nel suo nome» esorta padre Rosario Meli, che fa fatica a trattenere la commozione durante l’omelia da quel palco di legno, nel Parco dei Gesuiti ai Colli, che Roberto Falone fece costruire anni fa per organizzare feste ed eventi per i parrocchiani che ieri erano tutti lì, ognuno con un personale ricordo dell’uomo che ha fatto della solidarietà il suo stile di vita. «Ognuno faccia la sua parte per continuare ad aiutare gli ultimi, come faceva mio padre» è l’appello del figlio di Falone, Alessio alle circa 500 persone che ieri alle 17 hanno partecipato ai funerali del direttore artistico della Madonna del Rosario scomparso domenica pomeriggio a 70 anni, in seguito al malore che lo aveva colpito sabato mattina mentre in bici percorreva le vie dei Colli. L’abbraccio del sindaco Carlo Masci, del senatore Luciano D’Alfonso, dell’amico fraterno Germano D’Aurelio (’Nduccio) alla famiglia, la moglie Denise Ciofani, i figli Alessio e Roberta. Tra gli altri, anche Berardino Fiorilli, Antonio Blasioli, Licio Di Biase, Moreno Di Pietrantonio. La bara ricoperta di rose rosse e bianche, il coro della chiesa Cristo Re che intona melodie struggenti, il libro dei ricordi, tantissimi occhi umidi. «Era un persona fantastica, ha fatto tantissimo per la parrocchia. Questo posto lo ha creato lui, nessuno dimenticherà la sua generosità» racconta affranta una parrocchiana, Adriana Pagliaro.
Gli appelli di padre Rosario e di Alessio si sono subito concretizzati. Le offerte raccolte durante la cerimonia funebre in quel piccolo paradiso immerso nel verde (dove sono passati Maurizio Costanzo, Dacia Maraini ed Enrico Vaime) serviranno a sostenere l’emergenza Covid in Brasile e India, i Paesi che Falone aveva visitato con i padri Gesuiti per costruire asili e portare viveri.
«Abbiamo perso Roberto in poche ore», ricorda padre Meli da quel pulpito dove sono state organizzate tante edizioni della kermesse canora “Simpaticamente cantando”, «e adesso siamo schiacciati da un dolore così forte che ci distrugge. Non ci sembra vero. La morte ci impedisce il contatto fisico, ma la vostra presenza ci parla dell’amore che avevate per lui». Poi, il sacerdote si concede un ricordo personale: «Conosceva ogni filo d’erba di questo parco. Aveva un carattere focoso, ma le sue opere d’amore riecheggeranno nell’eternità. Gli chiedevo sempre: Robè, quando vieni a messa? E lui rispondeva: io servo Dio in un altro modo». La salma di Falone riposerà nel cimitero dei Colli.