Lacrime e silenzio per Killian Don Nicola: «Ora giochi con Dio»

Turrivalignani, folla all’addio al bambino di 3 anni morto mercoledì in un incidente stradale Il cuore rosso, le rose bianche e le dure parole del parroco: «Lo strazio è il monito più eloquente»
TURRIVALIGNANI. Un gigantesco cuore rosso con la foto di killian De Luca incastonata poggiato davanti alla facciata cinquecentesca della piccola chiesa di Santo Stefano protomartire, a Turrivalignani, dove ieri pomeriggio di sono svolti i funerali del piccolo di 3 anni morto mercoledì scorso in un tragico incidente stradale a Rosciano.
Troppo piccola la chiesetta, dove tre anni fa il bimbo ha ricevuto il sacramento del battesimo, per contenere la folla, un migliaio di persone, accorsa per dire addio al bambino che nel giorno del dolore è figlio di tutta la comunità.
Lacrime e silenzio. Un silenzio irreale nella grande piazza Umberto I che si è riempita in un attimo. E che, intorno alle 15 di ieri, ha accolto la piccola bara bianca ricoperta da candide roselline poste accanto ad una immagine sorridente di Killian, scomparso appena quattro giorni fa. Un tempo che sembra lunghissimo perché il dolore è come sale cosparso sulla carne viva. Il bimbo resterà per sempre vivo nei cuori di chi lo ha conosciuto nel corso della sua breve vita.
Ora, però, è il momento del commiato. Di fronte al feretro, il volto stravolto e senza più lacrime di mamma Martina Stefania D’Alessandro e papà Marco De Luca. Gli sguardi dei due genitori, assenti. Soli tra la folla, con il loro carico di dolore. Intorno, il silenzio di mille occhi lucidi interrotto solo dall'urlo dello zio del piccolo, Stefano De Luca (alla guida dell’auto che si è ribaltata e indagato per omicidio stradale) che, innervosito dalla presenza dei giornalisti, si è scagliato contro un cameramen della Rai. Attimi di tensione sedati dall'intervento tempestivo dei carabinieri della stazione di Scafa, e del sindaco Giovanni Placido che, in pochi secondi, hanno riportato la calma nella piazza attonita. Con i genitori non c'era Swami, 6 anni, la sorellina di Killian che nelle fasi più drammatiche dell’incidente ha visto il corpicino del fratellino volare in aria a ricadere a terra senza vita. Swami è ancora sotto shock, ma è ben seguita dagli psicologi e dai medici del reparto di Pediatria dell'ospedale di Pescara.
Tra la folla anche le maestre della scuola dell’infanzia, Rita, Roberta, Raffaela, Emanuela, i collaboratori Miriana, Gabriella, Antonella e Adriano, i compagnucci che non ritroveranno Killian tra i banchi lunedì. Il silenzio è quello citato dal parroco, don Nicola Caravaggio, che dal pulpito, visibilmente commosso a tal punto da interrompere per un attimo il sermone, ha ricordato quel momento gioioso «del battesimo, tre anni fa». Oggi è tutta un’altra storia: «Mai ci saremmo aspettati di salutare Killian che va in paradiso. Ci sono circostanze in cui mancano le parole e ci vorrebbe solo silenzio. Questo è uno di quei momenti». E poi rivolto ai genitori del piccolo, ai nonni Luigi e Wilma, agli zii: «La morte è arrivata improvvisa, non eravate pronti e oggi vi ritrovate senza la persona che più amate. Se vi chiedete dov'è ora Killian io vi rispondo che il nostro angioletto sta giocando con Dio». Ma anche il Signore, talvolta, rischia di sbagliare il tiro: «Se la vita è un dono», ha proseguito il sacerdote con la voce strozzata, «perché vuoi riprenderti questa piccola vita? Perché hai permesso tutto questo? Non ti scoppia il cuore a vedere tanta sofferenza? E' dura la sopravvivenza dei genitori sui figli, ma gli anni di Killian hanno avuto il loro valore», rassicura il parroco. Don Nicola, durante l’omelia, ha colto l'occasione per rivolgersi ai giovani che talvolta vivono la vita con troppa leggerezza: «Amate la vita, non sprecatela», va dritto al punto il prete. Perché quando i giovani sbagliano, non c'è altra punizione che «lo strazio, è lo strazio il monito più eloquente».Soppesano le parole il sindaco Placido, con la fascia tricolore, attorniato dalla sua giunta, e il suo vice Maria Canzano: «Il nostro dovere, ora è stare accanto a queste persone e alla loro sofferenza. Perché qui ogni famiglia è come se fosse la nostra famiglia». Poi l’abbraccio del sindaco con Rita D'Alessandro, la sorella di Martina Stefania (sia lei che Stefano sono risultati positivi al test della cocaina il giorno dell’incidente) la madre del piccolo volato in cielo. Alle 16 la messa è finita, gli applausi scroscianti all'uscita del minuscolo feretro dalla graziosa chiesetta risalente al XIV secolo. E tempo per Killian di riposare in pace nel cimitero di Turrivalignani dove tutto il paese, compatto, lo accompagna nel suo ultimo viaggio terreno. Chiude, don Nicola: «Piccolo angelo, prega per noi».

