Lacrime, ricordi e applausi: folla per l’addio a De Collibus

PESCARA. La rosa nel taschino, il dono della sorella Loretta. Gli aneddoti degli storici compagni di mille battaglie. Quel sogno che non si realizzerà mai: fondare un museo della tipografia a Pescara...
PESCARA. La rosa nel taschino, il dono della sorella Loretta. Gli aneddoti degli storici compagni di mille battaglie. Quel sogno che non si realizzerà mai: fondare un museo della tipografia a Pescara e Vittorio Sgarbi, raccontano i familiari, che lo voleva come assistente. Folla di politici e amici alla cerimonia di addio ad Adelchi De Collibus, storico sindacalista della Cgil ed ex amministratore comunale tra il 2003 e il 2008, morto domenica a 76 anni dopo una lunga malattia. Stracolma la piccola sala della Cgil in via Benedetto Croce dove si è svolto il rito laico per l’ultimo saluto al compagno Adelchi che per suo desiderio sarà cremato. La salma riposerà nel cimitero di Atri (dove l’ex assessore alla Cultura nato a Milano, è vissuto fino a 18 anni) accanto ai genitori, mamma Iginia D’ Alessio e papà Dante, pilota dell’aeronautica scomparso nel 1956. Lacrime, commozione, occhi umidi. Il dolore composto della moglie Anna Maria Di Iulio e del figlio Mattia, fotografo in Scozia, della nipote Viola Serafini, delle compagne di battaglie, Laura Di Nicola e Patrizia Di Fulvio. L’addio del sindaco Carlo Masci, il picchetto col gonfalone del Comune, del senatore Luciano D’Alfonso, del commissario per la ricostruzione Giovanni Legnini, dell’ex sindaco di Pescara Marco Alessandrini e del sindaco di Spoltore , Luciano Di Lorito, i vertici della Cgil che hanno ricordato le lotte per gli operai delle fabbriche. «Un’amicizia lunga 50 anni», quella con l’ex sindaco di Spoltore, Donato Renzetti, che ha ricordato «i viaggi con la 500 a Parigi, le rassegne cinematografiche organizzate al Pidocchietto negli anni ’70 e il teatro itinerante con Memè Perlini, Michele Mirabella e Giovanni Lombardo Radice». Commossa, Paola Marchegiani, assessore alla Cultura dopo di lui: «Lo osservavo lavorare per imparare il più possibile. Adelchi ha regalato alla città il sogno di eventi di altissima qualità, dalla mostra di Turcato ai concerti a Villa Durini. Sognava di creare il museo della tipografia dedicato a Nicola De Arcangelis».

