Ladri di bici a 13 anni «Stupisce tanta libertà»

18 Luglio 2018

Il comandante Riscaldati dopo le denunce della banda di minorenni: fatto grave Tre di loro sono di Francavilla, ma le indagini dei carabinieri sono ancora in corso

PESCARA. Sono ladri abituali oppure hanno rubato una sola volta? Hanno rubato per se stessi? O forse avrebbero fatto arrivare a qualcun altro le bici che hanno prelevato tra Pescara e Francavilla? I carabinieri stanno lavorando proprio per rispondere a queste domande dopo aver fermato sette ragazzini che si muovevano su sette biciclette rubate (e recuperate). Tre di loro, che hanno 15 anni e vivono a Francavilla, sono stati bloccati in viale D’Annunzio mentre cercavano di rubare una bici. Uno aveva un tronchese, gli altri due facevano da “palo” e sono fuggiti immediatamente alla vista della pattuglia. Sono stati inseguiti e fermati poco dopo vicino all’Aurum, in compagnia di altri quattro giovanissimi, ciascuno su una bici. E i tre colti con le mani nel sacco sono stati subito denunciati alla Procura dei minori.
Su altri due coetanei sono in corso indagini e rischiano la denuncia per ricettazione, se emergerà che le bici su cui viaggiavano sono davvero state rubate. Mentre gli ultimi due componenti del gruppo, due 13enni, non imputabili per via dell’età, sono stati affidati ai genitori.
Riflettendo su questo episodio, il colonnello Marco Riscaldati, comandante provinciale dei carabinieri si dice «colpito» dal fatto che «ad agire siano stati dei minorenni, o addirittura dei ragazzini con meno di 14 anni, dei bambini. E che lo abbiano fatto di notte, tra le 3 e 4, agendo in maniera spregiudicata perché rubare sette bici contemporaneamente fa pensare che non abbiano agito solo questa volta», dice Riscaldati.
Un fatto allarmante?
Possiamo dare una connotazione di gravità più sostanziosa se stabiliamo che c’è abitualità nei furti, da parte di questi ragazzini. Altrimenti dovremmo pensare che sia stata una goliardata, ma non lo pensiamo. Stiamo approfondendo anche a chi fossero destinati questi mezzi perché un numero così alto deve avere un canale di ricettazione altrimenti è stata una goliardata, oppure può anche essere che ognuno abbia rubato per se stesso. E’ ancora tutto da chiarire e la faccenda è delicata, trattandosi di minori. Nell’ambito degli accertamenti in corso stiamo passando al setaccio tutte le precedenti denunce di furto. Attraverso le telecamere vogliamo capire se effettivamente anche gli altri furti collettivi possono essere attribuiti a questa baby gang.
Cosa ha pensato l’altra notte, quando ha saputo che si trattava di ragazzini?
Sono rimasto stupito. E non tanto per il fatto delle bici prese, ma per l’orario in cui è avvenuto tutto. Perché questa vicenda fa emergere che ci sono ragazzini di quella età che in piena notte sono in giro. E quello che fanno è una conseguenza del fatto che vadano in giro in quegli orari. Se stai in giro a quell’ora e a quell’età ci sono più possibilità di commettere delle azioni illecite.
Che si sente di dire a questi giovani o ai giovani in generale che spesso incontra anche nelle scuole?
Ai ragazzi giovanissimi dico di non cadere in questo vortice a questa età. Perché resta un segno per un gesto del genere che viene erroneamente ritenuto sciocco, banale o di poco conto. E questo segno è una piccola cicatrice su una persona che poi crescerà e forse si renderà conto di aver fatto una scemenza. Attenti alle compagnie che frequentate, a chi vi propone di fare delle cose che non si possono fare: non pensate che sia un divertimento e non sottovalutate l’importanza delle vostre azioni.
I furti di bici sono frequenti e il problema si avverte specie d’estate. C’è qualche iniziativa a cui ricorrere contro i furti?
In passato c’è stata una iniziativa validissima, quella della punzonatura delle bici, che specie negli ultimi anni sono un bene di valore. Qui a Pescara, poi, l’uso delle due ruote è molto sviluppato e c’è la possibilità di pedalare sull’intera costa.
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