Ladri di rame e ottone scatenati, nel mirino ci sono le case private

Saccheggiato l’ex cementificio, ora le bande si spostano sotto i palazzi del centro cittadino Il racconto dei residenti: «Oltre al danno, adesso c’è la paura che possano entrare anche in casa»
PESCARA. Saccheggiato fino all’ultimo cavo di rame l’ex cementificio di via Raiale, i malviventi spostano il mirino sulle abitazioni private del centro cittadino. Cresce così la paura dei residenti: «Adesso è un tubo di rame, poi inizieranno a entrarci in casa».
Sono sempre più frequenti i furti di tubi di rame e grondaie che i cittadini continuano a denunciare agli amministratori dei condomini: l’altra notte i malviventi hanno staccato dal muro la grondaia di un condominio in via Giotto. E sempre negli ultimi giorni la stessa dinamica si è verificata nelle palazzine di via Musone, via Lamarmora e via Bizzarri. Un vero e proprio raid di furti all’attenzione degli agenti della squadra volante di Pescara, coordinata dal dirigente Pierpaolo Varrasso, che già lo scorso anno avevano sequestrato ben tremila chili di cavi in rame. Un’attività di monitoraggio del territorio che continua senza sosta: da inizio anno, fanno sapere dalla questura, si conta in media una denuncia al mese per sequestri di rame e ottone.
E proprio a inizio 2024 si è registrato già uno dei maxi sequestri di rame: gli agenti hanno arrestato un ladro sorpreso subito dopo il furto con 50 chili di materiale. E poi, poche ore dopo, setacciando la stessa zona della Tiburtina, i poliziotti hanno trovato un furgone carico di altro rame rubato, circa 500 chili, denunciando per ricettazione la titolare del mezzo. Un episodio che conferma quanto l’oro rosso sia diventano appetibile al mercato: il costo del rame al chilo può subire molte variazioni in base alla qualità stessa del materiale. Il prezzo, secondo il sito online di Economia e finanze “Finaria”, può oscillare da un euro al chilo per il rame di minor qualità, fino ad 8 euro al chilo per quello puro. Il rame usato costa 4 euro al chilo, ma anche 50 centesimi se in cattive condizioni.
Ciò giustifica quindi i frequenti furti di grondaie: un fenomeno che tra i cittadini si sta però trasformando in terrore. «Oltre al danno», dice Angela Campolieti che abita proprio in una delle vie in cui si è registrato l’ultimo furto, «c’è il pericolo che questi delinquenti possano entrare dal balcone di casa, soprattutto se si abita al primo piano».
Testimone dei furti anche Marco Pierotti, presidente dell’Anaci (Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari) provinciale. «Ho preso la gestione di un condominio proprio da qualche giorno», racconta, «e i residenti mi hanno già segnalato un furto di tubi di rame. Conoscendo il problema, stiamo sostituendo i tubi in rame con quelli di materiale ferroso o in Pvc». La stima dei danni è ancora da fare ma «si aggira intorno ai mille euro», specifica Pierotti che sta firmando un accordo a livello nazionale tra Anaci e Forze dell’ordine contro le truffe nei condomini.

