Lagatta: ecco come siamo arrivati al piano di bonifica

9 Febbraio 2018

BUSSI SUL TIRINO . A Bussi, tanti gli riconoscono il lavoro fatto in questi anni sulla questione della bonifica dei veleni. Un apprezzamento all’impegno che il sindaco Salvatore Lagatta e la sua...

BUSSI SUL TIRINO . A Bussi, tanti gli riconoscono il lavoro fatto in questi anni sulla questione della bonifica dei veleni. Un apprezzamento all’impegno che il sindaco Salvatore Lagatta e la sua amministrazione hanno assicurato per sciogliere i nodi che hanno impedito ai territori del Comune, gravati da inquinamento e vincoli ambientali, di essere utilizzati per far ripartire lo sviluppo della comunità.
Il ruolo svolto da Lagatta e compagni, dal giugno 2013 (anno di insediamento), è stato dunque fondamentale per giungere al provvedimento del ninistero dell'Ambiente di appaltare la gara, da 38,5 milioni di euro, per la bonifica delle aree periferiche del Sin, le 2A e 2B. Progetto reso possibile in virtù del passaggio dei siti alla proprietà del Comune con una operazione coraggiosa portata avanti da Lagatta. Gara che «non si poteva fare in mancanza di un progetto»,ricorda il sindaco, «a sua volta dipendente dalla redazione di un piano di caratterizzazione. Nel giugno 2013, l'amministrazione ha dovuto rigettare il disegno del ministero dell'Ambiente di dirottare i 45 milioni di euro previsti per la bonifica delle 2A e 2B verso l'area Tremonti, poiché mancavano sia il progetto di bonifica che quello di reindustrializzazione. Durante il 2014», va avanti Lagatta, «abbiamo premuto sul ministero e sul commissario Goio per realizzare gli atti propedeutici alla bonifica».
Queste le tappe: Il 6 febbraio 2015, dopo oltre dieci anni, si approva il piano di caratterizzazione delle 2A e 2B, condizione essenziale per progettare l’opera di bonifica; giugno 2015: dopo un’incessante azione amministrativa e con il supporto di Giovanni Legnini, Goio presenta il piano di bonifica e messa in sicurezza. Nel novembre 2015, lo stesso Goio presenta la gara per affidare i lavori. «Senza il passaggio delle aree al Comune» rimarca Lagatta «la gara rischiava di saltare. Per questo, il 2 maggio 2017, Comune, Regione e ministero firmarono un accordo per cedere i siti a al Comune, il che ha reso possibile utilizzare i finanziamenti pubblici, tanto che la Regione incrementa i 45 milioni con un finanziamento di altri 1,5 milioni. Un lavoro reso più pesante» prosegue Lagatta «per la palese opposizione di politici locali, accecati dall'ira che qualcuno potesse riuscire a fare ciò che loro non erano riusciti a fare in dieci anni. Ora tutto è arrivato a compimento: la bonifica è una realtà».
La reindustrializzazione, invece, cui è interessata la FilippiPharma procede speditamente dopo la estrapolazione dal Sin, avvenuta nel giugno 2016, delle aree non inquinate situate al di là delle 2A e 2B. Terreni, a loro volta, acquisiti dall’amministrazione comunale e ceduto in diritto di superficie a FilippiPharma.
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