Lagatta manda a casa quattro consiglieri: «Troppe le assenze»

4 Marzo 2023

Il sindaco firma la decadenza a due mesi da fine mandato  De Dominicis, Bucci, Stringini e Moscone si dimettono 

BUSSI. Rimandati a casa dal Comune per le continue assenze dal consiglio, tre consiglieri della lista Progetto Bussi, Giuseppe De Dominicis, ex presidente della Provincia, Mirna Bucci e Massimo Stringini, e una consigliera di maggioranza, Alice Moscone, si sono dimessi a meno di due mesi dalla fine del mandato amministrativo, in attesa delle elezioni del 16 maggio prossimo.
De Dominicis, Bucci e Stringini, che sostengono essere un «atto per demonizzare l'avversario», hanno spiegato in una nota che la loro «decisione nasce, a 40 giorni dalla scadenza naturale del mandato» avviato nel 2018, «per rispondere ad un malcelato tentativo posto in essere dal sindaco di proporre la nostra decadenza per tre assenze consecutive dal consiglio comunale». Il sindaco, Salvatore Lagatta, replica colpo su colpo alle dichiarazioni dei dimissionari. E attacca: «Non sono tre giorni di assenza. Il consigliere De Dominicis è stato assente per cinque sedute consiliari consecutive su 54 convocate in questi anni e ha disertato ben 53 conferenze dei capigruppo su 54 convocate. L'unica a cui ha partecipato è stata quella in cui io ero assente per malattia. Ritengo inutile ogni commento».
E spiega il primo cittadino di Bussi, che sta per riconsiderare il secondo mandato, le ragioni del licenziamento. «I consiglieri si sono dimessi dopo che è stata decisa la loro decadenza, non certo per un attacco politico perché ritengo l'opposizione fondamentale nelle istituzioni democratiche e mai certamente, non avrebbe senso, lo avrei fatto a pochi giorni dalla fine del mandato. Sono stati dichiarati decaduti dopo che il segretario comunale, durante la sua generale attività di controllo amministrativa e contabile, mi ha informato di aver fatto una verifica sulle assenze e che, i consiglieri, nonostante una regolare convocazione, non si sono presentati ad una adunanza consiliare, in netto contrasto con l'articolo 13 comma 3 dello statuto comunale approvato con deliberazione numero 7 del 27 marzo 2001. L'articolo recita che il “sindaco a seguito dell'avvenuto accertamento di tre assenze consecutive dichiara decaduti i consiglieri”. Se non avessi applicato la norma, sarei stato accusato di non aver fatto rispettare lo statuto». I consiglieri dimissionari specificano «di non voler entrare nel merito delle notifiche di convocazioni che riteniamo non corrette, ma abbiamo preferito non sollevare questo aspetto tecnico-burocratico con senso di responsabilità».
Il sindaco ribatte che si tratta di «un tentativo maldestro e offensivo nei confronti dell'operato di un dipendente comunale. Invece di dimettersi potevano difendersi». Si dice «amareggiato» De Dominicis che ritiene, quello del sindaco, «un atto monocratico squisitamente politico attuato da chi, ha sempre mostrato fastidio nel dover dare risposte alle nostre puntuali e costanti interrogazioni. Da sempre la nostra presenza è stata ritenuta come un nemico da attaccare, demonizzare e accusare ma incapace di accettare l’idea che esistono idee, posizioni e vedute diverse con le quali civilmente confrontarsi. Ora come lavorerà con una giunta monca ridotta a 7 consiglieri e una giunta ridotta a due soli assessori su tre, uno sempre assente?». «Ho già provveduto alla richiesta di sostituzione del consigliere di maggioranza con il primo dei non eletti, che ha accettato. Gli altri vedremo», conclude Lagatta.