Lampioni spenti, protesta ad Alanno: raccolte 200 firme

10 Febbraio 2023

La petizione avviata da Fattore, consigliere di opposizione «Paese al buio, chi sarà responsabile di eventuali incidenti?»

ALANNO. Oltre 200 firme per riaccendere la pubblica illuminazione ad Alanno. È il bilancio della petizione, promossa da Fabia Fattore, consigliere della lista civica di opposizione NuovAlanno, con la quale «i cittadini esprimono la volontà di annullare il provvedimento dell'amministrazione» che ha spento le luci, nelle settimane scorse, per far fronte al caro bollette.
Fattore aveva portato la questione in consiglio comunale il 1° febbraio scorso, presentando una mozione che è stata «bocciata e votata in maniera favorevole solo dal gruppo di minoranza», riferisce lo stesso consigliere, che prosegue: «La giustificazione data è sempre la stessa: le casse comunali non possono più far fronte alle ingenti spese inerenti l’illuminazione per via dei forti rincari dell’energia».
«Ma al cotto si aggiunge acqua bollita», va avanti il referente di NuovAlanno, «perché oltre ad avere spento le luci, l’amministrazione ha aumentato le tasse comunali. Infatti il punto sull’approvazione del regolamento per l’applicazione dell’addizionale comunale all’imposta sul reddito delle persone fisiche per l’anno di imposta 2023, vede incrementi che riguardano l’addizionale comunale Irpef. Tassa che dal 1° gennaio 2023 passa dallo 0,7 allo 0,8%. Il punto sull’approvazione aliquote e detrazioni Imu per l’anno 2023 vede l’aumento dell’Imu. Quindi, oltre al disagio inerente l’illuminazione pubblica, arrivano anche nuove batoste per le tasche dei cittadini contribuenti». E sul caso dell’illuminazione spenta, Fattore ha inoltrato la documentazione in prefettura, a Pescara, con la richiesta «di sapere di chi è la responsabilità qualora dovessero accadere incidenti o atti criminosi con il paese al buio»,rivelando che al Comune «stanno valutando l’eliminazione di alcuni lampioni considerati in esubero». Infine, il consigliere sostiene di aver «depositato un accesso agli atti per avere contezza delle spese nei locali di proprietà comunale concessi alle associazioni, e negli spazi aperti di proprietà comunale», con importi mensili ritenuti «troppo bassi» che sono «da rivedere, prima di eliminare servizi essenziali come la pubblica illuminazione».