Lanciano piange Nando, operaio da 30 anni

15 Settembre 2023

Il ricordo del nipote Antonio Aquilanti, ex calciatore e colonna portante della Virtus in serie B

LANCIANO. «Mio zio amava il suo lavoro, lo faceva da 30 anni. È inaccettabile uscire di casa per andare a lavoro e non tornare più». Antonio Aquilanti, una delle colonne portanti della Virtus Lanciano in serie B, è il nipote di Fernando Di Nella, la vittima lancianese dell’esplosione nella ditta Esplodenti Sabino di Casalbordino. Di Nella, 62 anni, era capo reparto, uno dei più anziani ed esperti. 

Di Nella viene descritto come un artificiere esperto in demilitarizzazioni, che da decenni compiva le stesse operazioni. Ormai era vicino alla pensione, dopo una vita di sacrifici e di rischi. «Chiunque lavora in quella fabbrica è consapevole di maneggiare materiali pericolosi, ma mio zio era felice del lavoro che faceva», dice Aquilanti, figlio di una sorella di Di Nella, «fa rabbia perdere la vita a un passo dalla pensione, fa rabbia uscire di casa per andare a guadagnarsi lo stipendio che ti fa tirare avanti la famiglia e non tornare più».

Già in passato aveva rischiato la vita. «Era presente in fabbrica quando ci sono stati gli altri incidenti», spiega il nipote Antonio, «fortunatamente ne era uscito illeso. Invece a questo giro è andata così. L’altra mattina quando ho letto la notizia dell’esplosione a Casalbordino, ho sperato che non ci fosse di mezzo lui. È un dolore immenso, improvviso. Mio zio era una persona buona. Con la moglie erano sempre in giro, dopo il lavoro amava uscire e stare in mezzo alla gente, ai giovani. Al bar, al mare a Fossacesia. Era un compagnone. Bisogna mettere in sicurezza tutti i posti di lavoro, queste tragedie non devono capitare».
Gentile, sorridente, una persona serena e appagata: Fernando Di Nella, Nando per gli amici, era questo. Al Cati Caffè, il bar su corso Trento e Trieste, era di casa. «Era un cliente abituale», conferma il gestore Donato Catena, «veniva dopo il lavoro, il fine settimana era fisso da noi con la moglie Giuliana (hanno 2 figlie, Monia e Sara, ndc), erano sempre insieme. Una persona squisita, veniva e prendeva il suo prosecchino. Era contento che a breve sarebbe andato in pensione. La sua mancanza si sentirà».
Mercoledì sera il Comune, di concerto con il Comitato feste, ha annullato tutti gli eventi delle feste, rinviando di 24 ore la “Nottata”. «Anche noi abbiamo evitato di mettere la musica al locale», dice Catena, «era il minimo che potessimo fare per Nando e la sua famiglia». Ieri sera lo spettacolo è andato avanti, anche se lo spirito non era proprio quello giusto. Troppo fresca la tragedia di Casalbordino. «Abbiamo cercato di contemperare le esigenze di tutti», spiega il sindaco Filippo Paolini, «il giorno della tragedia è stato doveroso fermare la festa, in segno di rispetto per le vittime e le loro famiglie. Ci sono però tante persone che hanno investito per queste feste, in particolare per la Nottata».
©RIPRODUZIONE RISERVATA