Latte, pane, caffè e burro: carrello sempre più caro

Rampazzo (Coldiretti Abruzzo): «I rincari dipendono dai costi dell’agricoltura» Una situazione drammatica per le aziende e che si riversa sul consumatore finale
PESCARA. È sempre più caro il carrello della spesa per gli abruzzesi. L’impatto degli aumenti dei prezzi si vedono fin dalla colazione che è decisamente più salata. Secondo i dati resi noti da Coldiretti Abruzzo, gli aumenti vanno dal +9,8 per cento dei biscotti al +19 per cento per il latte conservato. L’effetto dei rincari energetici si fa sentire anche su pane con un +13,6% per cento, zucchero con il 14,9%, sul burro che diventa più caro addirittura del 33,5%, le marmellate (+7,9%) senza dimenticare il caffè che fa segnare un +6,7%. Se i prezzi corrono verso l'alto per le famiglie, accade altrettanto per le aziende agricole, tanto che l’esplosione delle bollette di luce, gas, carburanti e mangimi sta portando sull’orlo della chiusura molte realtà.
«In agricoltura si registrano rincari dei costi che», sottolinea Roberto Rampazzo, delegato confederale di Coldiretti Abruzzo, «vanno dal +170% dei concimi, al +90% dei mangimi, al +129% per il gasolio, fino al +300% delle bollette per pompare l’acqua per l’irrigazione dei raccolti». Nel sistema agricolo, i consumi diretti di energia includono i combustibili per trattori, serre e i trasporti, mentre tra i consumi indiretti ci sono quelli che derivano da fitosanitari, fertilizzanti e impiego di materiali come la plastica. «Nelle campagne», continua Rampazzo «più di un’azienda agricola su 10, e cioè il 13% è in una situazione così critica da pensare anche alla cessazione dell’attività, soprattutto zootecnica. Ma sono tantissime le aziende che in questo momento lavorano in una condizione di reddito negativo per effetto dei rincari. È uno scenario molto difficile che crea preoccupazione e difficoltà dirette e indirette. In questo momento per molte realtà agricole è duro andare avanti, anche perché il comparto alimentare richiede ingenti quantità di energia per i processi di produzione, trasformazione, conservazione dei prodotti oltre che per il funzionamento delle macchine e la climatizzazione degli ambienti produttivi e di lavoro».
I rincari riguardano tutta la filiera del cibo, che a catena si riversano sul prezzo finale al consumatore. Il vetro, sempre secondo i dati di Coldiretti Abruzzo, è aumentato del 30 per cento rispetto all'anno scorso; più 15 per cento per il tetrapak; le etichette sono più care del 35 per cento; il cartone del 45 per cento; e la plastica sale persino del 70 per cento.(m.pa.)

