Lavorare a 300 euro al mese
Protesta degli addetti alle pulizie Dussmann dell’ospedale: contratti non a norma e turni stressanti
PESCARA. Contratti non a norma, ore di lavoro ridotte del 10 per cento di fronte a un carico che resta invariato, turni comunicati solo il giorno prima. Dopo vari tavoli e incontri caduti nel nulla, i lavoratori della colosso Dussmann di Milano, che dal primo novembre 2014 cura i servizi di pulizia e sanificazione negli ospedali di Pescara, Penne e Popoli e nei distretti sanitari, hanno organizzato un sit-in di protesta davanti all’ospedale per ribadire le pessime condizioni di lavoro in cui versano.
Sono circa 140 i lavoratori, di cui circa 110 donne, che lavorano part-time in condizioni difficili e con uno stipendio che va da 300 euro, per 18 ore, e che nei casi più fortunati arriva a 800 euro (per 36 ore): stipendi con cui, chiaramente, non riescono ad andare avanti con famiglie e bambini sulle spalle. Di fronte all’ospedale si sono ritrovati i lavoratori e i dipendenti sindacalisti come Alessandra Di Simone (Filcams Cgil), Lidia Forli e Leonardo Piccinno (Fisascat Cisl) e Alberto Cilli (UilTrasporti Uil) che il 21 a mezzogiorno andranno in prefettura per portare la vertenza di fronte a Vincenzo D’Antuono.
«Non conosciamo i nostri turni», spiegano durante il sit-in, «che spesso ci vengono comunicati solo il giorno prima e le ore di lavoro sono state ridotte ma nel frattempo il carico di lavoro è rimasto sempre lo stesso», spiegano i dipendenti dell’azienda che si è aggiudicata l’appalto per la pulizia e sanificazione della Asl per 1,7 milioni di euro. Nonostante i lavoratori abbiano già incontrato referenti della Dussmann così come della Asl, nulla è cambiato perché, come spiegano, «i due interlocutori non fanno altro che scaricarsi le responsabilità». Ed è per questo che ieri i lavoratori hanno manifestato spiegando come «in barba ad ogni buona regola di relazioni sindacali e aziendali e della normativa vigente, la Dussmann Service ha deciso di mettere in atto la nuova organizzazione del lavoro dal 13 aprile nonostante due diffide».
Secondo i dipendenti part-time lo stesso contratto, come aggiungono, non sarebbe a «norma» e «in linea con il contratto nazionale del lavoro» ed ecco perché i circa 140 lavoratori ricordano anche che migliori condizioni di lavoro, oltre ad assicurare un servizio più alto, scongiurerebbero «la forte condizione di stress» con cui convivono. «Il contratto di appalto prevedeva addirittura un miglioramento delle condizioni dei dipendenti», spiegano ancora, «e dell’organizzazione tecnica rispetto alla precedente gestione». E, invece, le condizioni degli addetti alla pulizia e alla sanificazione dell’ospedale di Pescara e degli altri distretti sono peggiorate. Adesso, la vertenza sindacale si sposterà in prefettura dove una delegazione di dipendenti della Dussmann sarà ricevuta martedì 21 alle 12.
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