Lavoratori agroalimentari in piazza

28 Ottobre 2017

L’Aquila, oggi sit-in della Fai Cisl davanti alla prefettura: più tutele e diritti

L’AQUILA. Arriveranno da tutto l’Abruzzo e dal Molise per un sit-in e una raccolta firme davanti alla Prefettura dell’Aquila per chiedere maggiori tutele sul fronte dei diritti contrattuali e l'attuazione di un’agenda di riforme su previdenza, occupazione, retribuzioni e contrasto allo sfruttamento. Sono i lavoratori del comparto della pesca, dell’agroalimentare, delle bonifiche, ma anche allevatori e forestali che oggi aderiscono alla “chiamata” della Fai Cisl che ha organizzato una mobilitazione nazionale per sollecitare l’attenzione del Governo su un settore bistrattato e poco tutelato, spesso stretto nella morsa del caporalato e del lavoro irregolare. Oggi dunque appuntamento nelle piazze di molte città in Italia, o davanti alle Prefetture, tra cui L’Aquila dove alle 11 una delegazione di lavoratori e sindacalisti sarà ricevuta da un rappresentante del prefetto Giuseppe Linardi. Sono circa 20mila gli addetti “salariati” del settore agroalimentare e pesca tra Abruzzo e Molise, ma dietro questo numero si nasconde il sottobosco dei lavoratori irregolari, in un comparto che soffre il cancro del caporalato.
Le richieste dei sindacati sono corpose e «non più procrastinabili», spiegano i segretari interregionali Abruzzo-Molise Feliciantonio Maurizi e Franco Pescara. Per la Cisl occorre attuare un patto generazionale per facilitare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro e restituire il diritto a una pensione serena «a lavoratori impegnati in comparti usuranti», aggiunge Maurizi. «Sottoporremo al prefetto dell’Aquila la nostra piattaforma rivendicativa pregandolo di inoltrare al Governo centrale le nostre richieste. Chiediamo maggiori tutele di questi lavoratori quando perdono il posto di lavoro con il riconoscimento della disoccupazione agricola anche ai lavoratori agricoli a tempo indeterminato e il consolidamento della durata e dell’importo della Naspi, perché l’attuale sistema degli ammortizzatori sociali non è congruo». Sul piano fiscale, si chiede di rimodulare il carico «a favore dei redditi medi e popolari, con un abbattimento dell’Irpef che renda più pesanti i salari e contribuisca a rilanciare i consumi. Punteremo anche sui diritti delle donne, ridiscutendo la maternità e il loro reinserimento nel mondo del lavoro e a ridistribuire le risorse per le fasce deboli del lavoro, introducendo un nuovo assegno familiare, commisurato al reddito».
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