«Lavoratori senza le protezioni»

Allarme dei sindacati: dispositivi carenti per gli operatori ecologici di Ambiente
PESCARA. I dispositivi di sicurezza per gli operatori ecologici di Ambiente sarebbero insufficienti. A lanciare l’allarme sono i segretari territoriali di Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Fiadel e Ugl con una lettera indirizzata ieri al presidente della Regione Marco Marsilio, al prefetto Gerardina Basilicata, ai sindaci di Pescara e Città Sant’Angelo Carlo Masci e Matteo Perazzetti e al presidente del consiglio di amministrazione della società municipalizzata Ambiente Massimo Papa.
«Le organizzazioni sindacali», si legge nella lettera, «informano che l’azienda partecipata pubblica di igiene ambientale Ambiente spa, che svolge servizi essenziali in prevalenza sui territori dei Comuni di Pescara e Città Sant’Angelo, versa in carenza di approvvigionamento di dispositivi di protezione individuale necessari a garantire ai lavoratori di operare in sicurezza e, dunque, il rispetto degli standard di sicurezza previsti, con la possibile messa in rischio della salute dei lavoratori stessi».
«Qualora gli approvvigionamenti che l’azienda partecipata pubblica è tenuta a garantire non dovessero realizzarsi», avvertono le segreterie delle cinque organizzazioni, «saremo pronti a diffidare qualsivoglia eventuale interpretazione restrittiva e unilaterale da parte delle istituzioni».
«Informiamo anticipatamente», prosegue la lettera, «che non saremmo in grado di garantire lo svolgimento del regolare servizio con il rischio che, oltre all’emergenza pandemica, possa sommarsi anche un’emergenza igienico-sanitaria. Vi chiediamo quindi di procedere con immediatezza, al fine di produrre le indispensabili condizioni di tutela di ogni singolo lavoratore dell’azienda partecipata pubblica Ambiente spa»
«Inoltre», concludono i sindacati di Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Fiadel e Ugl, «invitiamo a prendere in seria considerazione, in questa specifica e problematica fase, una rivisitazione/riorganizzazione dei turni, in relazione ai soli servizi essenziali, anche al fine di scongiurare un’eventuale carenza di personale».
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