Lavori conclusi, l’ex Guerino è pronto

17 Giugno 2018

Rispettata la scadenza della proroga del 20 giugno. Ora l’arredamento e la ricerca del personale: gli addetti saranno 33

PESCARA. Sapeva di farcela. E ce l’ha fatta. I lavori per far rinascere l’ex Guerino, che tornerà a chiamarsi “Il Gabbiano” come una volta, sono finiti. E domani, con due giorni di anticipo rispetto al previsto, Isaia Di Carlo, del gruppo Di Carlo, inoltrerà la comunicazione di fine lavori e la richiesta di agibilità. Il termine ultimo era fissato al 20 giugno e l’obiettivo è stato colto. In pieno. L’immobile, chiuso da 14 anni, è finito: ci sono anche impianti, aria condizionata e luci. Da due giorni, poi, è stato sistemato il verde, al piano superiore, e ieri mattina gli operai stavano montando i frangisole. È grande, la soddisfazione di Di Carlo. Ma anche stavolta – come accaduto un mese fa - non si fa sfuggire neppure mezza parola sul locale che aprirà i battenti negli spazi dell’ex Guerino, dopo le voci circolate sulle trattative con Mc Donald’s.
«Non c’è un nome», dice categorico l’imprenditore che non intende mettere a rischio «il marchio e l’investimento» di chi vuole puntare su questo spazio prestigioso di Pescara rimasto a lungo vuoto, inutilizzato e consegnato al degrado.
Si limita a ribadire che «sarà un locale su due livelli, con due target diversi», come anticipato a maggio al Centro. Al piano terra ci sarà un’attività di ristorazione veloce con prezzi medio-bassi e accessibili a tutti, dai giovanissimi alle famiglie che sceglieranno di mangiare in pieno centro, di fronte al mare, un panino, una pizza o un piatto di spaghetti. Al piano superiore, la clientela sarà diversa e si potrà mangiare anche all’aperto.
Che cosa accadrà ora?
Entro il 20 giugno, andavano finiti i lavori per riattivare la concessione demaniale. C’è, infatti, un decreto di sospensione della concessione legato alla conclusione dell’intervento. L’aspetto urbanistico e quello demaniale sono strettamente connessi. Quindi ora (domani, ndr), comunicheremo l’ultimazione di tutte le opere e chiederemo lo sblocco della concessione. Una volta rimessa in bonis la concessione, investiremo un altro milione e mezzo di euro per gli arredamenti e le cucine.
Una fase delicata?
Assolutamente. Anche per il coinvolgimento di altri investitori. Noi abbiamo scommesso sulle nostre capacità di eseguire i lavori entro il termine ultimo del 20 giugno (è la data di scadenza della proroga concessa nei mesi scorsi dal Comune e dal Demanio. La scadenza iniziale era il 31 dicembre 2017). Eravamo sicuri di farcela, anche per ridare il giusto lustro al lungomare. E abbiamo finito in tempo, con due giorni di anticipo. Ma non potevamo coinvolgere altri imprenditori nel nostro rischio. Poi, con la riattivazione della concessione, proseguiremo l’investimento (su arredamento e attrezzature). Siamo già pronti per farlo. E riteniamo che accadrà nel prossimo mese e mezzo. Progetti e ordini ci sono già, da far partire in pochi giorni.
Sul nome del locale non si può dire nulla. Ma sui posti di lavoro?
Il locale darà lavoro e 20-22 persone nella prima fase. A regime, tra 6-8 mesi, a 33 persone. La ricerca è già cominciata per alcune professionalità, ad esempio il direttore. Per le altre sarà avviata il mese prossimo. Se tutto andrà come ci auguriamo, vorremmo aprire prima di ferragosto, altrimenti a settembre. Affideremo la ricerca e la selezione ad aziende specializzate che ci offriranno delle rose di nomi. Il personale da individuare è composto da camerieri, addetti di sala e addetti alle pulizie.
Nei mesi scorsi ci sono state delle polemiche sul tipo di locale, legato alla ristorazione veloce. Sono superate?
Le polemiche le fa chi non conosce il settore e chi non sa cosa serve per gestire un immobile. Personalmente ho ricevuto tanti piccoli attestati di stima dai vicini e da chi passava davanti al cantiere. Gente comune, insomma. Siamo in un paese libero: polemiche e critiche si accettano. Io non sono detentore del verbo. A qualcuno può non piacere quello che abbiamo fatto. L’importante, per me, è che l’intervento rappresenti la città e si mantenga nel tempo. Questo posto deve generare flussi economici tali da evitare il rischio che Il Gabbiano sia di nuovo chiuso tra due anni. Ed è importante, sempre per me, dare una possibilità di lavoro a tanti ragazzi pescaresi o comunque della zona. È questo che mi fa sentire soddisfatto.
Parliamo dell’investimento. Questa è un’operazione da…
Tra opere di ristrutturazione, edili e impianti, abbiamo superato i due milioni di euro.
E quando è cominciato tutto per il gruppo Di Carlo?
Abbiamo cominciato ad occuparci dell’ex Guerino a novembre scorso ma l’intervento vero e proprio, quello appena finito, è iniziato alla fine di aprile. Quindi, in meno di 80 giorni abbiamo realizzato un lavoro immane. Il cantiere è rimasto aperto anche il sabato e la domenica, allungando i turni delle ditte che si sono alternate.
Adesso che cosa pensa?
Ora c’è la grande soddisfazione di essere riuscito a sistemare un locale che rappresentava una piccola macchia. Una macchia da togliere. Per i pescaresi.
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