Lavori da 8 milioni alla Asl dossier all’Anticorruzione

5 Maggio 2015

Nuove sale operatorie e Tac-pet, ditta presenta maxi ribasso e vince l’appalto La seconda denuncia irregolarità all’autorità di Cantone: istruttoria già avviata

PESCARA. Arriva a Roma, sui tavoli dell’Autorità nazionale anticorruzione, l’appalto da 8 milioni di euro per costruire un locale per la Tac-Pet – il macchinario per la cura dei tumori, l’unico in Abruzzo, si trova ancora in un camion preso in affitto – per realizzare altre 8 sale operatorie e per mettere l’aria condizionata all’obitorio dell’ospedale di Pescara: in ballo ci sono tre interventi, progettati già dal 2012 e che dovrebbero durare quasi due anni. L’istruttoria è già aperta.

L’appalto della progettazione, ristrutturazione e fornitura delle attrezzature sanitarie è stato assegnato a una ditta di Paderno Ponchielli in provincia di Cremona, la Paolo Beltrami spa che ha presentato un ribasso d’asta superiore al 30 per cento. Ma il contratto, ultimo atto della procedura, non è stato ancora firmato: sono passati più di due mesi dall’aggiudicazione provvisoria del 26 febbraio scorso e la Asl non ha ancora concluso la fase dell’analisi delle certificazioni dell’impresa vincitrice.

La seconda classificata, una ditta di Modena, il Consorzio imprenditori edili Cme consorziata con l’impresa Di Carlo di Casoli, ha chiesto le copie degli atti dell’appalto ma non li ha ottenuti e poi ha presentato ricorso al Tar: dopo la prima udienza, i giudici si esprimeranno il prossimo 28 maggio. Ma dall’udienza, con la costituzione delle parti, cioè la ditta vincitrice e la Asl, i rappresentanti della Cme sono venuti a conoscenza che l’avvocato della Beltrami e l’avvocato della Asl è lo stesso, Tommaso Marchese, legale esperto anche di sanità. Di qui, è scattata la «segnalazione» all’Autorità nazionale anticorruzione presieduta dall’ex magistrato Raffaele Cantone per denunciare «la sussistenza di un possibile profilo di illegittimità nel comportamento della Asl» e chiedere «controlli». I 4 fogli della segnalazione girano intorno alla doppia scelta ricaduta su Marchese: secondo la Cme, visto che l’assegnazione dell’appalto non è stata ancora completata, lo stesso avvocato non potrebbe difendere sia la ditta vincitrice dell’appalto che la Asl. L’Autorità anticorruzione ha già aperto un’istruttoria: nel fascicolo è già finita una copia del ricorso al Tar. Su quel documento, la Cme sostiene che l’assegnazione dell’appalto non sarebbe legittima: la seconda, per l’offerta tecnica, ha ottenuto un punteggio più alto e ha messo sul piatto 2,5 milioni di attrezzature a fronte del milione e mezzo della prima; la ditta vincitrice, per l’offerta economica, ha presentato un ribasso d’asta più alto, sfiorando il 30 per cento sul prezzo di partenza (7,6 milioni) mentre la seconda quasi il 20 (8,7). Ma alla penultima seduta della commissione di gara, l’offerta della ditta vincitrice, di oltre un milione di euro più bassa rispetto alla seconda, era stata definita «anormalmente bassa» e, pertanto, sottoposta a un controllo di congruità. In seguito, l’offerta è stata vagliata e la commissione, presieduta dall’ingegnere della Asl Vincenzo Lo Mele, «ha ritenuto l’offerta della Beltrami nel suo complesso seria e affidabile nonché congrua».

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