Lavori in via Vestina Pd e M5S: due milioni spesi per metà strada

23 Ottobre 2023

L’opposizione denuncia: «La gran parte dei fondi usata solo per la prima parte dell’opera, poche risorse per il resto»

MONTESILVANO. I lavori di riqualificazione da 3 milioni di euro su via Vestina sono ai nastri di partenza e la minoranza attacca il sindaco Ottavio De Martinis e la sua giunta per «aver perso di vista le reali esigenze dei cittadini». L’accusa arriva in particolare dalla consigliera dem Romina Di Costanzo e dal collega pentastellato Gianni Bucci che, tavole di progetto alla mano, si sono recati lungo la trafficata arteria montesilvanese per illustrare le proprie perplessità in merito al restyling che nei prossimi mesi vedrà il volto del cosiddetto “chilometro lanciato” cambiare, soprattutto nella parte più centrale della città.
Il progetto, infatti, prevede tre diversi lotti: il primo, che riguarderà il tratto che va dall’incrocio con corso Umberto fino alla rotatoria con via Sospiri e via Di Vittorio, dove sono previste piste ciclabili, marciapiedi, asfalti, eliminazione dei parcheggi e arredi urbani; il secondo, da questo secondo incrocio fino alla rotatoria con via Togliatti, nel quartiere Ranalli, con il rifacimento dell’asfalto e la realizzazione della pista ciclabile e dei marciapiedi sul lato nord/Saline; l’ultimo, dalla rotatoria del Bingo fino al confine con Cappelle, dove sarà sostituito il tappetino stradale e sarà realizzata, tramite segnaletica orizzontale, una pista ciclopedonale. Ed è proprio su quest’ultimo tratto che la minoranza pone l’accento.
«Bene che il Comune abbia colto l’opportunità offerta dal Pnrr per riqualificare via Vestina, un’importante arteria della città», commentano Di Costanzo e Bucci, «tuttavia contestiamo la scelta dell’amministrazione di privilegiare la riqualificazione del solo primo tratto di questa arteria, lunga complessivamente più di 5 chilometri, destinando più di due terzi dell’intera somma, circa 2 milioni di euro per il primo lotto di 600 metri, fino all’intersezione con via Di Vittorio, e 1,5 chilometri per il secondo lotto, fino a intersezione con via Togliatti».
Di Costanzo e Bucci, infatti, ricordano come sia in particolare l’ultimo tratto verso la zona Vestina, nel quartiere di Villa Carmine, quello «interessato dai maggiori flussi di traffico, più popoloso e con un alto tasso di incidentalità, a volte anche mortale. Tuttavia», dicono i consiglieri, «per l’amministrazione l’intersezione con via Togliatti costituisce il finis terrae ispanico per i romani, e il restyling dei 3 chilometri della via è relegato al semplice rifacimento della carreggiata, limitandosi a una banale riasfaltatura e rifacimento segnaletica, senza contemplare soluzioni che regolamentino i flussi e garantiscano sicurezza per pedoni, ciclisti e disabili, oggi costretti a invadere la carreggiata per potersi muovere, e perpetuando la pericolosa concezione dell’arteria come “chilometro lanciato”, in cui si ignora la presenza di scuole, asili, palestre, attività commerciali, chiese e luoghi di aggregazione. Una scelta di riqualificazione», concludono gli esponenti dell’opposizione, «che fa emergere un triste e inaccettabile distinguo tra luoghi della città privilegiati e non e cittadini di serie A e B».
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