Lavori nel traforo: servono 2,3 milioni per evitare pedaggi

Senso unico alternato dal 14 ottobre con attese di 30 minuti Ma nella commissione regionale la soluzione non si trova
L’AQUILA. C’è un solo modo per evitare di pagare il pedaggio: trovare 2,3 milioni di euro. Non è poco. I lavori di messa in sicurezza del traforo e del sistema idrico del Gran Sasso, sono stati ieri mattina all’ordine del giorno della “Commissione Territorio, Ambiente e Infrastrutture”, presieduta da Emiliano Di Matteo (Forza Italia), in vista dei sondaggi sul sistema idrico che inizieranno il prossimo 14 ottobre per la durata prevista di 45 giorni. Senso unico alternato e semafori intelligenti non basteranno per addolcire i disagi sull’A24 tra L’Aquila e Teramo dove transitano 5mila veicoli al giorno. Il dato è emerso durante le audizioni del commissario straordinario per la sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso, Pierluigi Caputi; il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto e dell’amministratore delegato della società Strada dei Parchi spa, Costantino Ivoi, concessionaria della gestione delle autostrade A24 e A25 che si occuperà della fase di cantierizzazione. Il prefetto di Teramo, Fabrizio Stelo, ha inviato una nota conoscitiva, per ciò che attiene la propria competenza. In vista dei disagi che comporterà l’utilizzo della galleria del traforo a senso alternato, alcuni consiglieri hanno avanzato proposte con l’intento di eliminare o ridurre i costi del pedaggio per i 45 giorni necessari ai sondaggi, ma la decisione spetterà al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti con il quale, ha informato l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, Umberto D’Annuntiis, presente in Commissione, è già stata avviata un’interlocuzione. Di rilevante interesse pratico è stata la mozione presentata dall’opposizione, primo firmatario Dino Pepe del Pd, che impegna il presidente della giunta, Marco Marsilio, «ad attivarsi immediatamente con i gestori delle autostrade abruzzesi per richiedere ed ottenere la gratuità (o comunque la riduzione) dei pedaggi autostradali, per l'intera durata degli interventi, sia per i tratti interessati dalla chiusura del traforo sull’A24 sia per quelli coinvolti dai lavori sulla A14; ad istituire un tavolo di confronto con tutti i soggetti interessati, inclusi il commissario straordinario per la sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso, i gestori delle autostrade, le associazioni ed organizzazioni imprenditoriali e del commercio, i sindaci, per individuare e dare attuazione a soluzioni volte a ridurre al minimo l'impatto e le pesanti ripercussioni per la popolazione e l'operatività di molte aziende; a sollecitare l'intervento del Governo nazionale per affrontare il tema della viabilità nella provincia di Teramo, promuovendo investimenti per risolvere definitivamente i problemi infrastrutturali». Per il sindaco D’Alberto: «La soluzione individuata ad oggi, che prevede il transito in ciascun senso di marcia per la durata di 5 minuti ogni 30 di attesa, è destinata a creare forti disagi e non è sostenibile sulle lunghe distanze. Per questo è necessario utilizzare questi 45 giorni in cui saranno realizzate le attività propedeutiche alle progettazione per comprendere come ridurre al minimo l’impatto sulla viabilità. È importante che Strada dei Parchi», ha aggiunto, «ci assicuri la verifica e la realizzazione di tutte le soluzioni alternative, reali, efficaci e sostenibili. Chiediamo anche noi l’azzeramento o l’abbattimento dei pedaggi», ha concluso il sindaco, «ma sia chiaro che i Comuni non sono in grado di assicurare la relativa copertura finanziaria». Il confronto in Commissione si è prolungato fino alle 14.30, quando il presidente Di Matteo ha deciso di aggiornare la seduta a martedì 8 ottobre.
Durante l’incontro programmato si definirà una linea sulle azioni da intraprendere e verranno recuperati gli altri punti che erano in programma ieri: Riserva del Borsacchio, Piano del Parco Nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise, e tariffe del trasporto pubblico locale su gomma. (l.c.)

