Lavori pretesi e mai pagati Condannato il Comune

Stangata da quasi 200 mila euro per la pulizia di strade e piazze risalente al 1992 L’amministrazione risarcisce la Cogepi dopo 16 anni: 100 mila euro solo di interessi
PESCARA. È una storia che risale agli anni 1987-1992 e che racconta della «pulizia di strade, piazze e marciapiedi» in città. Una storia vecchia ma che adesso provoca una stangata da quasi 200 mila euro sul Comune. Al termine di un contenzioso durato 8 anni, l’amministrazione è stata condannata a pagare 182 mila euro alla ditta Copegi sas di Pescara che, in quei 5 anni, aveva curato la pulizia in città. L’amministrazione Alessandrini, grazie a un voto del consiglio comunale, ha detto sì al pagamento in favore della ditta: si tratta di un debito fuori bilancio che, come avviene anche in altri casi del genere, finirà sulle scrivanie della Corte dei Conti che dovrà accertare se esistono responsabilità sulla spesa.
Tra il 1987 e il 1992, la Cogepi aveva svolto il servizio di «pulizia in strade, piazze, marciapiedi» e si era occupata anche delle «aiuole non recintate» e dei «cestini portarifiuti». L’atto di citazione della Cogepi è arrivato nel 2008, a distanza di 16 anni dalla fine del servizio: l’azienda ha chiesto un risarcimento di oltre 1,7 milioni di euro, più interessi, «a titolo di pagamento per lavori e prestazioni extracontratto». Secondo la citazione, il Comune avrebbe «preteso di frequente» che la ditta svolgesse mansioni extra «senza dare alcun compenso, nonostante le reiterate richieste di pagamento». E per la Cogepi una prova di questa condotta si ritroverebbe anche in un atto del 1990 quando il Comune aveva pagato oltre 158 milioni di vecchie lire per altre prestazioni al di fuori del contratto.
Il Comune è andato in causa sostenendo che «tutti i compensi pattuiti erano stati annualmente e mensilmente corrisposti; alcun lavoro extracontratto era stato mai richiesto; il debito fuori bilancio del 1990 era stato adottato a titolo meramente cautelativo» e che, comunque, il credito era andato già in prescrizione. È bastato solo in parte a convincere il giudice che ha condannato il Comune a risarcire la ditta con 82 mila euro «limitatamente al credito accertato». Vuol dire che, nel passato, qualcuno si era rifiutato di pagare l’impresa nonostante avesse i titoli in tasca. E quel rifiuto che si perde tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, adesso, diventa una batosta: calcolando gli interessi, la cifra che il Comune dovrà versare alla Cogepi è cresciuta fino a 182 mila euro (spese legali comprese).
Il debito fuori bilancio è stato approvato con il parere favorevole dei revisori dei conti. E con un sì quasi strappato in commissione Finanze: in commissione la delibera è passata con il sì dei consiglieri Piero Giampietro (Pd), Giuseppe Bruno (Liberati per Pescara), Ivano Martelli (Si) e Riccardo Padovano (gruppo misto); astenuti Simona Di Carlo del Pd e Marcello Antonelli, capogruppo di Forza Italia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

