Lavoro, energia e trasporti Oltre un miliardo di fondi

5 Novembre 2022

Marsilio annuncia: «Tra due settimane partiamo con le spese 2021-2027»

L'AQUILA. Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, stronca ogni polemica sui fondi europei: «Entro i primi mesi del 2023, la Regione avrà completato la spesa al 100% dei fondi disponibili». Non solo. «L'Abruzzo», annuncia, «investirà oltre 1 miliardo fino al 2027». Cifre fornite ieri, all'Aquila, nella conferenza stampa convocata a margine del Comitato di sorveglianza per i programmi che raccolgono i fondi europei.
«Già a fine 2019», afferma Marsilio, «si era passati a un raddoppio della spesa rispetto ai cinque anni precedenti per il programma del Fondo sociale europeo (Fse). Sul Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) in otto mesi la spesa è quasi raddoppiata. L’unico momento di stallo è stato dovuto al Covid con una riprogrammazione necessaria in base alle esigenze del momento».
LE PRIORITÀ. Partiamo dai fondi europei che verranno spesi, nei prossimi anni, in Abruzzo. Sei le priorità, per un totale di 681 milioni di euro, legate al Fondo europeo di sviluppo regionale 2021-2027.
Ben 255 milioni di euro, il 37% delle risorse, saranno impegnati in progetti di ricerca, competitività e sviluppo; 22 milioni di euro andranno alla connettività digitale; 253 milioni 735mila euro al capitolo energie e ambiente; 45milioni 100mila euro alla mobilità urbana sostenibile, 81 milioni 381mila euro serviranno a riequilibrare l'Abruzzo per un benessere diffuso, mentre 23 milioni 836mila 875 euro saranno investiti nell'assistenza tecnica.
Cinque, invece, le priorità individuate nell'ambito delle risorse del Fondo sociale europeo, che ammontano complessivamente a 406 milioni di euro. All'occupazione saranno destinati 97 milioni 106mila 288 euro (il 24% del totale), a istruzione, formazione e competenze 101 milioni 121mila 509 euro (il 25%), a inclusione e protezione sociale 130 milioni 600mila euro (32%), all'occupazione giovanile 61milioni 500mila euro (il 15% delle risorse. Infine, all'assistenza tecnica 16milioni 236mila 658 euro (4%).
AUMENTANO I FONDI. «Per quanto riguarda la programmazione 2021-2027», sottolinea Marsilio, «ci sarà un incremento dei finanziamenti che la Comunità europea elargirà alla Regione Abruzzo: si passerà, infatti, dai 138 milioni di euro del periodo 2014-2020 per l’Fse a 406 milioni, mentre per il Fesr l’incremento è da 275,5 milioni per il 2014-20 a 681 milioni per il 2021-27. Questo riconoscimento che proviene da chi in Europa certifica il nostro lavoro, ci rende molto orgogliosi».
Poi, la stoccata del presidente a chi «ha additato la Regione. In questo modo vengono smentite le solite voci e i luoghi comuni sul fatto che qualcuno non sarebbe capace di spendere i fondi europei».
LA SPESA FINORA. L' avanzamento della spesa per la quota Ue sarebbe, per Marsilio, pari al 70% per il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e dell’89% per il Fondo sociale europeo (Fse). Percentuali che non coincidono con quelle fornite dall'opposizione, che danno un dato nettamente inferiore: probabilmente, la spiegazione è nella rendicontazione che la Regione non ha ancora completato.
«Il Comitato di sorveglianza ha rilevato che l’Abruzzo sta facendo un buon lavoro per quanto riguarda la gestione dei fondi europei, confermando che entro i primi mesi del 2023 l’ente regionale spenderà tutti i fondi a disposizione». Queste le parole di Marsilio, che ha messo sul tavolo i fondi spesi, quelli in procinto di essere impegnati e le relative voci di riferimento. «Già alla fine di quest’anno verrà speso il 95% della dotazione europea sul Fondo sociale, e oltre il 75% sul Fondo di sviluppo regionale», continua il governatore, «è il segnale di una Regione che si è messa a lavorare bene, su una programmazione europea che avevamo ereditato dal passato, che non era fatta bene e che non aveva speso, alla fine del 2019, neppure il 10% della dotazione complessiva alla quale noi abbiamo dato una forte accelerazione».
BANDI PERFORMANTI. Accanto a Marsilio, nell'incontro con la stampa in cui sono stati forniti il report del lavoro svolto e gli impegni di spesa fino al 2027, la rapporteur del Fesr, Martina Sternbauer, la direttrice del Dipartimento della presidente, Emanuela Grimaldi, e l’Autorità di gestione, Carmine Cipollone. Collegati da remoto la rapporteur dell’Fse, Adelina Dos Reis, e i partecipanti del partenariato economico e sociale della Regione Abruzzo.
«La programmazione dei fondi europei», aggiunge Marsilio, «deve andare di pari passo con l’impiego e la flessibilità della risorse». Un’assunzione di responsabilità e «una nuova sfida a cui la Regione Abruzzo è chiamata a rispondere visto il triplicarsi delle risorse dei fondi Fesr e Fse»,
Nel periodo 2021-2027 «saranno riproposti i bandi più performanti e rispondenti alle esigenze del territorio, assicura Cipollone. Nei prossimi giorni sarà presentata la bozza della nuova programmazione a Bruxelles, la cui approvazione è attesa per fine anno. Tra le novità illustrate anche il Piano di rigenerazione amministrativa e l’adozione di una nuova strumentazione informatica in grado accelerare la rendicontazione della spesa.
LE RICHIESTE ALL'UE. Per il Comitato di sorveglianza, «la Regione Abruzzo sta facendo un buon lavoro». Un lavoro che, rimarca Marsilio «l'Europa ha apprezzato». Ma, come si diceva, la Regione è già pronta a investire i nuovo fondi europei: «L'incremento dei fondi per la programmazione europea del ciclo 2021-2027 ci consentirà di intervenire in diversi comparti per la crescita dell'Abruzzo e lo sviluppo del territorio regionale, prestando attenzione al sociale, all'occupazione, alla sostenibilità, alla digitalizzazione, solo per citare alcuni filoni di intervento».
C'è un ma, che si traduce in una richiesta chiara all’Europa da parte del Presidente della Regione: «Oggi in commissione sorveglianza», conclude il presidente, «ho reclamato perché una programmazione che nominalmente inizia nel 2021 alla fine del 2022 attende ancora l'autorizzazione a partire. Ho chiesto di perdere meno tempo a scrivere programmi perfettissimi per partire con maggiore celerità».
In buona sostanza, all'Europa si chiede di scrivere programmi più sintetici e pragmatici. Quindi facilmente applicabili nella fase attuativa.
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