Lavoro, sussidi a 70mila abruzzesi

3 Dicembre 2020

I dati della Uil sugli ammortizzatori sociali. Lombardo: ora si progetti il futuro

PESCARA . Sono 70.182 gli abruzzesi che hanno potuto contare sugli ammortizzatori sociali per l’emergenza Covid nel periodo aprile-ottobre 2020. Di questi, 54.218 sono dipendenti dei vari settori produttivi e 15.964 gli artigiani. È quanto emerge dal Rapporto Uil sulla cassa integrazione con “causale Covid 19” elaborato dal servizio Lavoro, Coesione e Territorio della Uil nazionale, integrato dalla Uil Abruzzo. Nel dettaglio, 31.002 sono i lavoratori che hanno usufruito della cassa integrazione ordinaria, 13.061 quelli coperti dal Fondo di Solidarietà dell’Inps e 10.155 i beneficiari della cassa integrazione in deroga. A tutti costoro, si aggiungono i 16mila artigiani che hanno potuto contare sul sostegno del Fondo di solidarietà bilaterale per l’artigianato (Fsba). In termini di ore autorizzate con causale Covid per i dipendenti dei vari settori, quelle di cassa integrazione ordinaria sono state 36.892.072, le ore relative ai fondi di solidarietà dell’Inps 15.542.554, e quelle in deroga 12.084.386, per un totale di 64.519.012 ore autorizzate, l’1,87 per cento di quelle nazionali, pari a 3.441.350.998.
«Questi dati», commenta Michele Lombardo (nella foto), segretario generale Uil Abruzzo, «ci dicono quanto siano stati e tuttora sono importanti questi strumenti a tutela dei lavoratori, da noi fortemente voluti insieme al blocco dei licenziamenti che, come è noto, è stato prorogato fino al prossimo 31 marzo. Strumenti che hanno dato ossigeno a tanti lavoratori e alle loro famiglie, in un contesto davvero difficile come quello della pandemia. È del tutto evidente, però, che si rende ancora più necessario iniziare subito a pensare al post pandemia, quando questo sostegno probabilmente verrà meno insieme al blocco dei licenziamenti, con tutto quel che ne potrà conseguire in termini di occupazione e calo del pil».
Quindi l’invito: «Per questo, la Regione non perda neanche un minuto per iniziare a progettare, confrontandosi con le parti sociali, un futuro in cui l’economia del nostro territorio possa reggere l’urto di una situazione senza tutte queste reti, a partire dall’utilizzo dei fondi straordinari europei denominati Next Generation Eu e del futuro quadro finanziario pluriennale dei fondi strutturali 2021-2027. Non dimentichiamo che la crisi pandemica ha aggredito un tessuto produttivo che, pur con eccellenze importanti, non si era ancora ripreso del tutto dalla precedente crisi». (a.s.)