Le Asl assumono direttori per l’emergenza sanitaria

2 Novembre 2020

Oggi il via libera al bando. Così la Regione vuole sbloccare i ritardi ministeriali 

PESCARA. La Regione decide di muoversi da sola all’indizione degli avvisi pubblici per la formazione degli elenchi regionali degli idonei alla nomina di direttore amministrativo e sanitario delle Asl, prevedendo autonomi criteri di valutazione dei titoli formativi e professionali, scientifici e di carriera.
Lo fa con una delibera e un avviso pubblico che saranno approvati nella seduta odierna della giunta regionale.
LA LETTERA. Il governatore Marco Marsilio rompe gli indugi con una lettera all’assessore alla sanità Nicoletta Verì nella quale si sofferma sul punto 5 del dispositivo con cui si richiama una passata deliberazione risalente allo scorso 9 gennaio. Proprio in questo passaggio veniva conferito al presidente della Regione Abruzzo di esortare la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano «alla sollecita adozione dell’Accordo previsto dall’art. 3 del decreto legislativo n. 171/2016». Quello, in sostanza, che rimanda al procedimento di formazione degli elenchi regionali degli idonei alla nomina dei suddetti incarichi. «Dalle informazioni acquisite al riguardo presso gli organi competenti non risulta allo stato alcun lavoro preparatorio nè tantomeno alcuna bozza di accordo da sottoporre all’approvazione della Conferenza permanente», scrive Marsilio.
«In ragione di tale circostanza ritengo opportuno procedere, stante il perdurare dell’inadempienza da parte degli organismi preposti alla definizione dell’Accordo», continua, «all’indizione degli avvisi pubblici per la formazione degli elenchi».
LA DELIBERA. Nell’atto che l’organo esecutivo stamattina approverà vengono definiti tutti gli aspetti necessari alla formazione degli elenchi, che avranno una durata di due anni decorrenti dalla data di approvazione. Non solo: la delibera specifica che gli stessi perderanno efficacia anticipatamente nel caso in cui saranno approvati quelli nuovi, con i criteri definiti in sede di Conferenza permanente. Viene poi rimarcato come alla domanda si debba allegare il curriculum vitae, la scheda riassuntiva dei titoli scientifici e professionali ritenuti idonei e pertinenti, comprese le pubblicazioni a mezzo stampa.
DURATA E REQUISITI. Nell’avviso pubblico si specifica subito che il rapporto di lavoro del direttore amministrativo e del direttore sanitario è esclusivo ed è regolato da contratto di diritto privato, ha una durata non inferiore a tre e non superiore a cinque anni. Nello specifico, tra i requisiti per l’incarico di direttore amministrativo figura una «qualificata attività di direzione tecnica amministrativa svolta, per almeno cinque anni, in enti o strutture sanitarie pubbliche o private di media o grande dimensione», si legge nel bando pubblico. Competenze simili si richiedono anche per il ruolo di direttore sanitario, dove ovviamente il campo su cui ci si focalizza è quello di direzione tecnico-sanitaria, svolta per almeno cinque anni e che abbia comportato la diretta responsabilità delle risorse umane e strumentali affidate. L’avviso pubblico contiene, inoltre, le modalità di presentazione delle domande: le candidature, comprese quelle di coloro che già ricoprono la carica di direttore amministrativo e sanitario, dovranno essere inviate alla Regione tramite posta elettronica certificata entro il termine perentorio di 30 giorni decorrenti dal giorno successivo a quello di pubblicazione dell’avviso sul Bollettino ufficiale della Regione Abruzzo.
LA COMMISSIONE. Tre esperti saranno nominati e faranno parte dell’apposita commissione deputata a compiere l’istruttoria per verificare, a pena di esclusione, la sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa vigente ed a predisporre gli elenchi idonei agli incarichi di direttore amministrativo e direttore sanitario, da pubblicare in ordine alfabetico.
La selezione avverrà attraverso la valutazione per titoli, con riferimento anche ad alcuni criteri generali. Tra questi: le esperienze dirigenziali svolte, con particolare riferimento a quelle in ambito sanitario in enti del Servizio sanitario nazionale o in enti regolatori in ambito sanitario, tenuto conto della dimensione dell’ente, della consistenza numerica delle risorse umane e finanziarie direttamente gestite; la formazione manageriale; altri titoli formativi, attività di docenza attinenti al ruolo da ricoprire e pubblicazioni.