Le associazioni divise sul progetto

Confcommercio, Confesercenti e Casartigiani chiedono un incontro al sindaco
PESCARA. Confcommercio e Confesercenti sono pronte ad accogliere il comitato “Salviamo viale Marconi”, che intende incontrare le associazioni di categoria. Il primo appuntamento è previsto oggi con la Confcommercio. «Li ascoltiamo», dice il presidente Riccardo Padovano, «per capire se ci sono delle idee da portare all’attenzione del Comune ma il progetto è stato già realizzato: c’è la strada asfaltata, la segnaletica e le pensiline. Un conto è provare a correggere un progetto da realizzare, un altro correggere qualcosa di già realizzato. Dico da subito, però, che non faccio il presidente di una organizzazione che cavalca le proteste, a meno che non mi trovi di fronte una amministrazione che non ascolta. Sono abituato a parlare prima che si realizzino i progetti e un anno e mezzo fa siamo stati i promotori di una raccolta di firme nelle attività commerciali e l’abbiamo presentata alla commissione, per vedere se c’erano i margini per cambiare la situazione, su via Marconi. Mi faccio carico delle loro istanze ma voglio capire se hanno le gambe per camminare».
Dalla Confesercenti il presidente Marina Dolci è molto perplessa. «Qualcosa non è andata per il verso giusto, visto che i lavori sono stati fatti lavori e poi disfatti, e già oggi si notano delle criticità. Hanno fatto benissimo a creare un comitato e siamo disponibili ad interloquire. Non so se è troppo tardi per interloquire, invece, con il Comune: dobbiamo trovare un punto di incontro e ce la metteremo tutta ma serve una mente aperta e propositiva, da entrambe le parti. Che sia stato sbagliato qualcosa su viale Marconi è certo, ma la questione va risolta prima di Natale».
Anna Paola Maurizio, vice presidente di Casartigiani, conosce bene il problema, essendo titolare di un’attività storica su via Marconi. «Non va bene quello che stanno facendo, e se per la viabilità non abbiamo idea di cosa accadrà, sappiamo che spariranno i parcheggi, ne rimarranno pochi. Il che vuol dire che viale Marconi è destinata a morire. Possiamo aprire un dialogo con il Comune ma devono essere pronti ad ascoltarci. In una tavola rotonda vanno affrontate le criticità». (f.bu.)

