Le bollette non arrivano Cittadini in fila per ore

Davanti alla sede dell’Aca, in centinaia anche da Città Sant’Angelo e Collecorvino «Veniamo noi, perché non riceviamo più niente e gli importi da pagare lievitano»
MONTESILVANO. «Non solo dobbiamo pagare, ma siamo costretti pure a venire ogni volta qui a fare la fila e a perdere un’intera giornata». Sbotta così una signora, stremata dopo ore in fila davanti alla sede dell’Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca), in via Gandhi. La coda degli utenti in attesa di poter parlare con un impiegato dell’Aca, è lunga e va avanti dalle 9 del mattino.
Sono centinaia le persone di Montesilvano, ma anche dei centri vicini di Città Sant’Angelo e Collecorvino, che ieri mattina si sono messi in fila pazientemente per cercare di sapere il perché, come raccontano, da mesi non ricevono più con regolarità le bollette dell’acqua. Oppure, quando arrivano nella cassetta della posta, l’importo risulta maggiorato a causa del ritardo nei pagamenti.
«Siamo indignati, è una vergogna», dicono i cittadini, prendendosela con la nuova società di distribuzione e lamentando una serie di ulteriori disservizi da parte dell’azienda. «Stiamo valutando di presentare un ricorso collettivo, attraverso qualche associazione in difesa dei consumatori che sia pronta a supportarci. Più siamo e meglio è, perché qui se chiedi spiegazioni singolarmente nessuno ti ascolta».
Lo sportello aperto al pubblico della sede dell’Aca in via Gandhi è uno solo, mentre il distributore dei ticket numerici è bollente. Eppure, in circa 15 minuti di attesa davanti all’ingresso, riesce a entrare una sola persona e le risposte ricevute dall’impiegato di turno non sono giudicate esaurienti. «Io sono arrivato alle 9,30 e dopo due ore e mezza sono ancora qui in attesa di essere ricevuto», racconta Franco Fabrizi, «i problemi sono tanti: le bollette arrivano a singhiozzo. Le letture non si fanno, dovremmo farle noi, ma i contatori sono vecchi e risulta impossibile controllare. Dovrebbero sostituirli, ma nonostante i nostri solleciti non accade nulla. Una volta ho trovato un pacco con le raccomandate dell’Aca da consegnare, era caduto dallo scooter del ragazzo incaricato della distribuzione. L’ho dovuto rincorrere per riconsegnargliele ed evitare che si perdessero o fossero buttate nella spazzatura». «Non è la prima volta che devo venire qui per farmi consegnare la mia bolletta», interviene Sabatino Capaldi, «questi problemi vanno avanti da mesi, forse anni. E ogni volta è la stessa storia: gli avvisi non arrivano e poi, puntualmente, ci applicano la mora».
«Sulle bollette mancano persino i dettagli dei consumi», si rammarica Angelo Imperatore, «ci ho provato in tutti i modi a contattare l’Aca: telefonate al numero verde, mail e persino raccomandate, ma nessuno risponde. Adesso sono venuto qui di persona per verificare cosa sta succedendo».
Il problema è comune a tutti gli utenti del comprensorio: i cittadini in coda raccontano che da quando non è più Poste italiane a consegnare gli avvisi di riscossione dell’Aca il servizio sia peggiorato. «Questa fila c’è tutti i giorni», dice sconsolato Domenico, di Collecorvino, «prendiamo il numero e dobbiamo aspettare qui fuori delle ore, senza che nessuno si preoccupi almeno di aprire qualche sportello in più, anzi siamo noi che dobbiamo farci vedere ogni tanto per chiedere a che punto sono arrivati. È mai possibile che deve essere l’utente a preoccuparsi ogni volta di venire qui a controllare l’importo della propria bolletta per evitare di pagare soldi in più?».
I responsabili di servizio dell’Aca, contattati telefonicamente dal Centro più volte, non sono risultati reperibili.

