«Le bombe del ’43, la nostra storia»

15 Settembre 2022

Il sindaco alla cerimonia con le autorità e i ragazzi dell’Acerbo 

PESCARA. «Questo muro è storia: è la nostra storia. È il simbolo di una giornata drammatica in cui persone e cose furono risucchiate nel vortice della guerra». È iniziato così il discorso del sindaco Carlo Masci ieri mattina, alla cerimonia di commemorazione davanti al muro della vecchia stazione ferroviaria le vittime, per i feriti e i mutilati del bombardamento americano del 14 settembre 1943 che provocò migliaia di morti, la quasi totale distruzione della città e lo sfollamento dell’intera popolazione. Alla presenza di autorità civili, militari e religiose, delle associazioni combattentistiche e d’arma e degli studenti dell’ultimo anno dell’Istituto “Tito Acerbo”, la cerimonia, con il prefetto Giancarlo Di Vincenzo e alla presenza del presidente del tribunale Angelo Bozza, ha avuto il suo momento culminante nella deposizione di una corona d’alloro ai piedi della lapide che ricorda quel sanguinoso giorno, con la benedizione di don Vincenzo Amadio e una preghiera in memoria delle vittime di tutte le guerre. «Il 14 settembre 1943», ha proseguito il sindaco, «è una data che deve essere impressa nella nostra memoria e nel nostro essere e sentirci pescaresi, perché la città pagò il suo prezzo più alto a un conflitto da cui ritenevamo essere usciti con la proclamazione dell’armistizio, avvenuta appena sei giorni prima. Non fu così. Quando sul cielo di Pescara si materializzarono di nuovo le sagome dei B-24 Liberator americani, iniziò la mattanza». Il gonfalone della Città di Pescara, dal 2001, si fregia della medaglia d’oro al valor civile concessa dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in riconoscimento delle sofferenze patite dalla popolazione e delle ferite subìte dalla città distrutta all’80%.
In apertura di cerimonia l’attrice Giulia Basel ha letto un passo tratto dal libro di Marco Patricelli “L’Italia sotto le bombe” (Laterza). Il presidente del Consiglio comunale Marcello Antonelli, infine, ha sottolineato l’importanza dei«tre valori della pace, della libertà e della democrazia che vanno coltivati ogni giorno, con l’impegno di tutti. Per questo rivolgo un particolare ringraziamento ai ragazzi e alle ragazze della V classe geometri dell’Istituto “Acerbo” perché con la loro presenza rappresentano il passaggio di testimone tra le generazioni».