Le borse di studio in ricordo di Federica a cinque studentesse

PESCARA. Sono stati premiati nell'aula magna del liceo classico Gabriele D'Annunzio le cinque vincitrici delle borse di studio intitolate alla memoria di Federica Fracassi. Si tratta di Alice Catena,...
PESCARA. Sono stati premiati nell'aula magna del liceo classico Gabriele D'Annunzio le cinque vincitrici delle borse di studio intitolate alla memoria di Federica Fracassi. Si tratta di Alice Catena, Alissa D’Enrico, Laura Valente, Arianna Moretta e Gaia Di Carlo.
L'iniziativa, giunta al trentacinquesimo anno, ancora una volta è stata fortemente voluta dai familiari della ragazza, studentessa della scuola, deceduta all'età di 16 anni a seguito di un male incurabile. Per questo, oltre al dirigente scolastico Donatella D'Amico, alla cerimonia di consegna erano presenti Fabio e Fiorella Fracassi, fratello e sorella di Federica, insieme alla mamma Lucilla.
«Oggi assistiamo alla più alta celebrazione dell'amore», ha detto la dirigente scolastica in fase di apertura del dibattito, che ha coinvolto anche gli assessori al Comune di Pescara Luigi Albore Mascia e Mariarita Paoni Saccone, il consigliere regionale Antonio Blasioli e Rosamaria Zocaro, direttore del reparto di Anestesia e rianimazione dell'ospedale di Pescara. È stata proprio lei, infatti, a caratterizzare la mattinata con un lungo intervento dedicato alla donazione e al trapianto degli organi. «Ancora oggi la donazione rappresenta l’unico rimedio per la guarigione di molte patologie», ha esordito davanti a una platea molto attenta, «fortunatamente la percentuale di opposizione alle donazioni si abbassa con il passare degli anni. Come ricordato anche dai politici presenti, addirittura nel momento in cui si richiede la carta d’identità viene fatto firmare un foglio dedicato al consenso o meno alla donazione degli organi».
Quindi ha proseguito: «In Italia esiste una legge, la 91 del 1999 che consente di donare. Molte volte però, in mancanza della volontà del soggetto, sono i familiari a dover decidere e quello diventa un momento estremamente complicato, perché viene richiesta una scelta all’interno di un contesto reso estremamente doloroso per la perdita di un proprio caro». Fabio, fratello di Federica, ha letto una lunga lettera in cui ha spronato i giovani presenti a non buttarsi giù, a saper reagire, apprezzare la bellezza della vita, essere ambiziosi e competitivi in modo sano. Durante l’incontro è intervenuto anche un ragazzo trapiantato, Francesco Cipollone, che ha testimoniato come il trapianto di reni gli ha cambiato la vita facendolo rinascere. (a.d.s.)
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