Le canzoni di Max Pezzali aprono l’estate di Pescara

Festa al porto turistico per il concerto dell’ex 883: l’applauso di migliaia di fan Il portiere biancazzurro Aresti regala una maglia al cantante e lui gli dedica un pezzo
PESCARA. L’astronave è atterrata. Porto turistico in festa ieri sera per Max Pezzali che ha aperto l’estate pescarese. Il Marina di Pescara ha ospitato, nell’ambito di Estatica con organizzazione Elite Agency, una tappa di Astronave Max 2016, il tour estivo dell’ex 883. Ad accompagnare l’arrivo di Pezzali, oltre all’abbraccio virtuale dei fan che hanno affollato il porto turistico, il volo di un’astronave proiettato su un maxischermo e stelle filanti.
Una serata all’insegna dei successi che hanno contraddistinto il percorso artistico di Pezzali ,dai tempi in cui era voce degli 883 alle tappe che hanno scandito la sua carriera da solista. È «Sempre noi» il brano di apertura: realizzato in collaborazione con J-Ax, è stato pubblicato 4 anni fa come inedito dell’album «Hanno ucciso l’uomo ragno 2012». Pezzali ha salutato il pubblico così: «Ciao Pescara! È un grandissimo piacere essere qui. Ogni volta sembra di ricominciare da capo, di salire sul palco per la prima volta, ogni volta è un debutto. Speriamo che vi divertiate». E ha intonato «Due anime», uno degli inediti del nuovo disco, una delle canzoni al debutto del tour, appunto. Ha ricordato poi la sua esperienza televisiva nel talent «The Voice» e scherzando con il pubblico ha detto: «Mille volte ho pensato: se io fossi stato quello che entrava cantando, quello seduto sulla poltrona si sarebbe voltato? Volevo fare questo esperimento: fate finta di essere sulla poltrona e se non vi voltate vorrà dire che me ne andrò a casa». Il brano scelto per «l’esperimento» è uno dei successi storici: «Gli anni». Spazio, poi, a «La dura legge del gol», che Max ha dedicato a Simone Aresti, presente tra il pubblico, complimentandosi per i successi del Pescara calcio.
La tournée segue l’uscita di «Astronave Max new mission 2016», contenente due inediti e 14 successi in versione live. Astronave come simbolo di allontanamento, per vedere le cose da un altro punto di vista, come ha spiegato il cantautore in un’intervista al Centro. «Con il passare degli anni si tende ad avere una visione d’insieme più oggettiva. È come se si vedesse il mondo nella sua completezza, come un’astronave che si alza da terra. Le cose si vedono diversamente dall’alto, con un’altra prospettiva. Da questo incipit ho costruito l’album: una raccolta di canzoni che racconta una quotidianità». Cantore della genuinità della vita di provincia negli anni Novanta, Pezzali con il passare degli anni è riuscito a mantenere lo stile fresco che lo ha sempre contraddistinto, con un occhio sempre rivolto al quotidiano.
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