Le cinque domande alle quali Mattoscio dovrà rispondere

Domani, dopo 3 rinvii, arriva il giorno dell’audizione a Roma La commissione che indaga sulle banche sente il presidente
PESCARA. Ostenta sicurezza, Nicola Mattoscio, alla vigilia dell’audizione, già rinviata tre volte, davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta su banche e fondazioni. Il presidente di Pescarabruzzo sarà sentito domani a Roma. I temi più caldi che lo riguardano sono il tempo di permanenza al vertice della fondazione, circa un quarto di secolo, ed i soldi elargiti a società sotto forma di prestiti obbligazionari con relativi rischi d’impresa. Ma già nell’incipit di una lunga relazione inviata il 28 ottobre scorso alla commissione presieduta dalla pentastellata Carla Ruocco, Mattoscio svela i suo stato d’animo. «La Fondazione Pescarabruzzo considera un onore l’opportunità che le viene offerta», scrive il presidente, forte del fatto che i prestiti obbligazionari non rientrano nelle attività creditizie, purché i profitti siano rinvestiti in attività di missione sia culturali che sociali; e che la permanenza al vertice, dal 1996 ad oggi, quindi da Guinness dei primati, è legittimata da un accordo sottoscritto tra Acri e Mef, che la rende possibile purché ci sia soluzione di continuità ogni due incarichi consecutivi. E così è stato dal 2016 ad oggi. E prima di quella data? Sappiamo già da ora chi gli porrà questa domanda durante l’audizione di domani. Sarà il senatore abruzzese Elio Lannutti a farlo. «Sono cinque domande» annuncia il parlamentare già autore di due interrogazioni. «Chiederò quanti soldi ha elargito dal 1996 ad oggi Pescarabruzzo; e in 25 anni quanti e quali ruoli ha ricoperto Mattoscio e per quanto tempo; a proposito dei prestiti obbligazionari verso società quotate e, soprattutto, non quotate (vedi la holding che faceva capo al deputato di Forza Italia, Antonio Martino, oppure il Pescara calcio, ndr) quali interessi sono stati richiesti; e ancora», va avanti Lannutti, «quali società che hanno beneficiato di prestiti obbligazionari ricompaiono nell’attività di compravendita immobiliare della srl Gestioni Culturali, controllata al 100% dalla Fondazione?». Infine: «I componenti del collegio sindacale sono totalmente autonomi?». Nessuno dei tre sindaci è stato per ora convocato dalla Commissione Ruocco. Ciascuno di loro ha pregressi rapporti con il presidente Mattoscio per via una serie di pubblicazioni. Sarà L’Anac a fugare ogni dubbio sull’aspetto delle loro terzietà.

