Le compagne della 17enne ferita: «Sei forte, ti aspettiamo in classe»

Le amiche dell’istituto Alberghiero danno coraggio alla giovane ancora ricoverata in Rianimazione «Andremo a trovarla tutti insieme in ospedale: l’aiuteremo a studiare e non la lasceremo mai sola»
PESCARA. «Tornerà a scuola insieme a noi e sarà più forte di prima. Noi l'aiuteremo a studiare, la sosterremo nei momenti più duri, non la lasceremo mai da sola». Parlano le compagne di classe dell'Alberghiero e raccontano il grande coraggio e il carattere caparbio e determinato della loro amica, R.M., rimasta ferita nell’incidente di martedì, a Caprara, mentre si trovava sul bus che da Pescara la riportava a casa, a Pianella.
La 17enne è ancora ricoverata in ospedale, nel reparto di Rianimazione, dopo essere stata operata per 12 ore e avere subìto l’amputazione di un piede. Le compagne di scuola stanno inondando il suo telefono di messaggini che la ragazza non ha ancora letto: quando lo farà, scoprirà quanto affetto e amore le sta tornando indietro come uno tsunami. «Quando abbiamo saputo della notizia, abbiamo pregato che non fosse lei, tutta la classe è sotto shock», svela commossa Martina Cobo, 16 anni, pescarese, che ora ha deciso di occupare il banco in prima fila della compagna per sentirla più vicina, «le stiamo inviando i messaggini sul cellulare per farle sentire la nostra vicinanza, appena possibile tutti insieme andremo a trovarla. Nessuno si sarebbe mai aspettato una tragedia simile, ma lei è una ragazza forte e sicura di sé. Anche se l'abbiamo appena conosciuta perché ha cambiato l'indirizzo di studio ed è con noi da quest'anno, ha fatto già amicizia con tutti in questi primi giorni di scuola. Sempre prima ad arrivare in classe, un carattere vivace, parla inglese, ama il canto. L'aiuteremo a fare i compiti». Martina rivela che il giorno dell'incidente, martedì, «appena uscite da scuola, alle 11,10 le avevo detto: vieni con me in stazione, andiamo a piedi, ma lei ha risposto: “Non posso, devo aspettare un amico“». Un piccolo ritardo, confermato anche dalla madre della giovane al Centro, che le ha fatto perdere la corsa del bus precedente. Una tragica fatalità che ha cambiato il corso della storia. Pendolare come la ragazza ricoverata, è anche Valentina Santilli, milanese, 18 anni di Vittorito, che ogni giorno si alza alle 5 per arrivare in tempo al suono della campanella: «Ci siamo conosciute al biennio, è una ragazza vivace, socievole, molto più adulta della sua età, ha la testa sulle spalle. In classe c'era molta tensione appena appresa la notizia dell'incidente, il giorno dopo. Abbiamo pianto, non riuscivamo a crederci. Queste cose non dovrebbero accadere, ma succedono. Poteva accadere di peggio, guardiamo ora il lato positivo: è viva e per lei si apre una nuova vita. Ce la farà, può sopportare tutto. Lei tornerà a scuola e sarà più forte di prima. Non la lasceremo sola un solo istante». La preside dell'Alberghiero Alessandra Di Pietro e le insegnanti della 17enne rimarcano il carattere «tosto e determinato». Renata Di Iorio, prof di sostegno e coordinatrice di classe, annuncia che la studentessa riceverà «appena se la sentirà» il supporto dell'istruzione domiciliare, con lezioni via internet o con i docenti a casa, e di quello ospedaliero in collaborazione con "scuola Polo" e l'istituto comprensivo 10. La prof elenca le qualità della ragazza: «E' una studentessa modello, eccelle in ogni cosa che fa, è curiosa, molto assennata, responsabile, si comporta da tutor con i suoi compagni, molto curiosa, una spinta motivazionale a migliorarsi, è ordinata, piacevole. Proprio queste sue doti l'aiuteranno ad affrontare le difficoltà che troverà sulla sua strada». Maria Spernanzoni, docente di Scienze motorie al biennio, rivela che la studentessa è sempre stata appassionata di «gare e corsa campestre». Nelle ore precedenti l'incidente «ci siamo incontrate nei corridoi della scuola, ci siamo salutate e abbracciate e le ho augurato un buon anno scolastico. Ora l'aiuteremo ad affrontare questo momento difficile, le daremo tutto il nostro aiuto».

