Le discoteche chiedono il green pass per riaprire

11 Giugno 2021

PESCARA. Green pass sì, purché ci si ammorbidisca sul tema del distanziamento. Concetto diametralmente opposto alla natura delle discoteche. Il settore dei locali da ballo freme. Ormai è l’unico...

PESCARA. Green pass sì, purché ci si ammorbidisca sul tema del distanziamento. Concetto diametralmente opposto alla natura delle discoteche. Il settore dei locali da ballo freme. Ormai è l’unico rimasto escluso dalla road map delle riaperture. A parte una parentesi la scorsa estate, terminata in piena stagione con la sospensione dal 16 agosto di tutte le attività da ballo al chiuso e all’aperto, le discoteche non lavorano praticamente dal primo lockdown e ora puntano tutto sul primo luglio per riaprire le danze. «Siamo gli unici ancora chiusi», ribadisce Aldo Bertoni, del sindacato locali da ballo (Silb). «Abbiamo presentato la nostra proposta al governo e al comitato tecnico scientifico e stiamo aspettando che diano una risposta alle nostre aspettative: riaprire da luglio con il green pass (il certificato di avvenuta vaccinazione, di guarigione o un tampone negativo nelle 48 ore precedenti, ndc). Credo che potrebbe essere un incentivo per le fasce più giovani a vaccinarsi. La nostra voglia è di riaprire in sicurezza, anche se siamo consapevoli che gli assembramenti fanno parte del nostro lavoro».
Secondo Bertoni, il green pass dovrebbe consentire di abbattere il distanziamento, pur lasciando ferma la possibilità delle mascherine.
«Per le discoteche al chiuso si parla di una riduzione della capienza al 50 per cento», prosegue, «mentre per quelle all’aperto si ipotizza di lavorare al massimo. Quella delle discoteche è una realtà importante per la filiera del turismo e con la nostra chiusura manca un anello fondamentale della catena del divertimento, che ha anche la capacità di attirare flussi di persone oltre un certo orario, decongestionando i centri abitati e storici delle città. Abbiamo un sistema controllato in materia di insonorizzazioni e di sicurezza, grazie anche alla presenza dei buttafuori. Ripartire con le serate da ballo nei tanti stabilimenti balneari di Pescara che hanno la licenza, significherebbe dare una risposta al tema caldo degli orari di questi giorni. Chiaramente sarà necessario estendere le fasce per la nostra categoria che comincia a lavorare dall'una di notte in poi».
Si dice pronto a ripartire, Gaspare Sebastiani di Kalima, nel Lido San Marco, che ha una capienza di circa 200 persone. «Siamo in attesa di un decreto ufficiale perché ci servono regole certe e chiare per ricominciare. Va bene lo strumento del green pass, purché poi vengano meno le norme sul distanziamento e sulle mascherine, che sarebbe impossibile far rispettare. I ragazzi sono ingestibili. Ritengo molto complesso anche controllare l’autenticità degli stessi certificati verdi, ma se ci daranno l’ok siamo pronti a ripartire».
«Dovranno spiegare bene come gestire i documenti relativi ai green pass», dice Stefano Cardelli, titolare del Nettuno, con una capienza da 522 persone oltre il ristorante. «Lo scorso anno ho gestito le serate per massimo 250 persone. Quest'anno valuteremo in base alle regole. Il nodo centrale però è capire la gestione in tema di privacy dei certificati che ci dovranno essere consegnati, così come dovrà essere chiarito se sarà sufficiente un’autodichiarazione qualora il cliente dovesse dimenticare il pass. Come l’anno scorso potenzieremo il servizio di sicurezza, in modo da garantire il rispetto delle regole che verranno adottate per la ripartenza del settore».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.