Le discoteche si preparano alla riapertura

Bertoni (Silb): «Si vede una luce in fondo al tunnel». Corna (Sils): «Altre chiusure sarebbero fatali»
PESCARA. C’è ancora qualche incertezza ma la riapertura delle discoteche sembra ormai imminente. L’attività dovrebbe riprendere l’11 febbraio, visto che la chiusura è prevista in base a una ordinanza ministeriale fino al 10 febbraio e gli operatori del settore confidano che non ci siano proroghe. Ci si prepara a riaccendere i motori, ma con una certa prudenza. «Siamo gli unici chiusi anche se in tv notiamo che a Sanremo si balla», dice Aldo Bertoni, del Silb Confcommercio, l’associazione che riunisce i locali da ballo, il quale spera «nella riapertura, ma la data si saprà all’ultimo momento, come sempre. Siamo contenti, certo, anche se riapriremo con lo stesso protocollo che c’era prima della chiusura, e cioè con la possibilità di accogliere il 50% delle persone rispetto alla capienza, per cui non credo che le strutture più piccole riapriranno. Adesso speriamo che cominci un periodo in discesa, speriamo nell’estate che ci permetterà davvero di ricominciare». I locali da ballo si lasciano alle spalle un periodo terribile. «Stiamo aspettando i ristori, e credo che non arriveranno prima di due mesi ma qui c’è chi è stato chiuso dall’oggi al domani, saltando due date clou, Natale e Capodanno, che sono il nostro core business invernale. Eppure le bollette arrivano lo stesso, e sono aumentate: si parla anche di 9.000 euro», prosegue. Le prospettive sono incerte perché «in giro c’è poca gente, un po’ per paura e un po’ perché è un periodo duro, economicamente: è tutto abbastanza fermo e anche i ristoranti sono al palo. Comunque si vede una luce in fondo al tunnel, il ritorno alla normalità anche se ci andiamo con i piedi di piombo perché siamo rimasti scottati dalla chiusura di dicembre».
Ci va cauto anche il sindacato dei lavoratori dello spettacolo (Sils), rappresentato da Claudio Corna. «Se riaprissero l’11 saremmo i più contenti ma vogliamo aspettare la riunione del Consiglio dei ministri, entro il 10», spiega. «Per ora tutto fa presagire la riapertura e direi che è arrivato il momento perché in Europa i locali e le discoteche sono aperti» mentre in Italia lo stop è durato un anno e tre mesi e si è lavorato solo nelle estati 2020-2021 e da settembre a dicembre 2021. Il fermo obbligato ha causato «un durissimo colpo a livello economico, soprattutto a Natale, perché hanno chiuso le attività nel momento più importante dell’anno e con ristori ridicoli che peraltro non sono arrivati. La speranza è di non incorrere in ulteriori chiusure perché sarebbero deleterie e metterebbero i locali di fronte al rischio di chiusura: difficilmente gli imprenditori riuscirebbero a resistere ulteriormente. Ma con il calo dei contagi e l’aumento delle vaccinazioni non c’è motivo di fermarci con l’arrivo dell’estate. Certo», dice ancora Corna, «la ripartenza è un’incognita perché le ultime restrizioni hanno desertificato le città e strade, negozi e luoghi di ritrovo sono vuoti».
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