Le due facce di Pescara tra disperati e movida

5 Giugno 2016

Degrado e feste a distanza di 200 metri: accampamenti nell’area di risulta In via Battisti folla nei locali alla moda. Residenti ostaggio di rifiuti e rumore

PESCARA. La Pescara della disperazione e la Pescara del divertimento: una di fronte all’altra. Sono distanti soltanto un pugno di metri e a dividerle c’è via Quarto dei Mille, una strada che porta dal parcheggio dell’area di risulta fino ai locali di via Battisti. In questi 200 passi avviene la metamorfosi: il degrado muto dell’area di risulta, con le persone nascoste a dormire nelle aiuole, diventa fragore della movida con i brindisi sulle scalette del mercato coperto. Sono due quadri, uno scuro e l’altro chiaro, in contrapposizione.

Le storie di degrado dell’area di risulta si illuminano con i fanali delle macchine: appena entrati dalla parte che si affaccia su via Michelangelo, spuntano i parcheggiatori abusivi. Sono 4 in una manciata di metri e tutti si sbracciano per indicare i pochi posti ancora liberi: sono giovani, due ragazzi africani e altri due dell’Est che non hanno nemmeno 18 anni. È l’una della notte tra venerdì e sabato. «Ciao», dice uno dei ragazzi dell’Est e poi non parla più: vuole qualche moneta e, una volta incassata, si gira e si allontana. Davanti alla macchina parcheggiata c’è un’aiuola circondata da una siepe: all’interno, stese sui cartoni e coperte, ci sono 5 persone: sono strette l’una all’altra. Qualche passo ed ecco altre tre persone che dormono in un’altra aiuola. Accanto a loro c’è un furgone bianco: a terra una fila di scarpe e, dai vetri, si vedono persone che riposano sui sedili. Questa è l’area di risulta, il cuore di Pescara. È su questa zona che si concentrano le ambizioni della città: per il futuro di quest’area si è parlato di un bosco in stile Central Park a New York, di un teatro monumentale, di una biblioteca. Sono passati gli anni e si sono alternate le amministrazioni, ma l’area di risulta resta sempre il solito parcheggio.

Non si dorme soltanto nell’area di risulta: sotto alla stazione centrale, accanto alla recinzione che circonda il mercatino dei senegalesi sgomberato dal Comune, c’è un gruppetto di persone che dorme accanto a borsoni e valigie quasi a presidiare quella zona in cui per anni ci sono state più di cento bancarelle (abusive). Poco distante, in via Rieti, ci sono due disperati che dormono accanto al distretto sanitario di Pescara sud: i residenti ormai li conoscono, arrivano di notte e se ne vanno la mattina.

Da un giaciglio all’altro, tra via Ferrari e via De Gasperi, ci sono le prostitute che aspettano clienti anche sotto le finestre della Curia: sembrano ragazzine che, a quest’ora, dovrebbero stare a guardare la televisione.

Lungo via Quarto dei Mille Pescara incontra e diventa il suo opposto: la disperazione si trasforma in divertimento e, passo dopo passo, le voci dei clienti dei locali diventano sempre più forti. L’una è passata da poco e i ragazzi arrivano a frotte: una processione lenta che si conclude davanti al mercato coperto, ristrutturato e diventato un fascio di luce. In questa zona rinnovata di Pescara, la movida presenta le sue due facce: quella della spensieratezza e delle risate dei ragazzi che si ritrovano davanti ai bar e ristoranti alla moda per chiacchierare all’aperto con i calici in mano e quella dell’ansia dei residenti che sentono quelle stesse voci entrare dentro i loro appartamenti e sanno che non dormiranno neanche stanotte. Anche senza la musica, il rumore che sale dalla strada rende impossibile il riposo: basta l’applicazione di un telefono per misurare l’intensità del rumore e capire che anche solo le voci possono arrivare quasi a 100 decibel, il doppio del massimo consentito (55). Il messaggio appeso all’esterno di un locale recita: «Si prega di evitare rumori all’esterno dell’esercizio che possano disturbare la quiete dei nostri vicini già tanto pazienti». E poi: «Invitiamo a non sostare all’esterno oltre l’orario di chiusura».

Ma non c’è solo questo perché la movida del centro alimenta sì un indotto economico che ormai è impossibile trascurare, ma trascina anche effetti collaterali: in strada regna l’inciviltà tra persone che abbandonano i bicchieri su tetti e cofani delle macchine in sosta e altre che fanno i propri bisogni sui muri delle case nonostante i fari che gli abitanti sono stati costretti a installare per evitare che i loro cortili diventino bagni pubblici.

L’ordinanza del sindaco Pd Marco Alessandrini per dettare gli orari di chiusura dei locali e mettere limiti alla vendita di bevande in vetro è scaduta da oltre due mesi e non è stata rinnovata: significa che, adesso, non c’è certezza sulla chiusura e che si possono portare fuori dai locali bottiglie di vetro e bicchieri e, secondo i residenti, anche questo contribuisce ad aumentare il rumore.

Il giorno peggiore per gli abitanti – il migliore per gli esercenti – è il sabato: spesso davanti al mercato arrivano i vigili urbani per i controlli ma il turno è limitato al periodo in cui c’è meno bisogno perché gli agenti se ne vanno verso mezzanotte e mezza e proprio da quell’ora, invece, iniziano i problemi lamentati dai residenti. Più tardi, tocca a polizia e carabinieri intervenire dopo le segnalazioni dei residenti per urla, schiamazzi e liti.

Verso le 2,30 la puzza del sansificio di via Torretta, a Rancitelli, arriva pure da queste parti mentre il popolo della movida torna verso l’area di risulta e la stazione centrale: a quest’ora, i parcheggiatori abusivi se ne sono andati; restano gli invisibili a dormire sui cartoni. Nella zona del mercato, arrivano gli operatori di Attiva che puliscono tra gli ultimi ritardatari che restano seduti sulle scalette. Gli operatori lavorano e, per pulire i rifiuti lasciati in strada dai clienti dei locali come se fosse normale bere e buttare tutto lì, fanno rumore anche loro: più di 100 decibel e, per i residenti, è almeno un’altra ora senza sonno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA