Le grandi risate di quegli imprenditori

12 Aprile 2019

Oltre 300 morti (309, per la precisione), 1.600 feriti, più di 70mila sfollati, danni materiali per miliardi di euro, per non parlare delle ferite che i sopravvissuti si portano dentro, che non c’è...

Oltre 300 morti (309, per la precisione), 1.600 feriti, più di 70mila sfollati, danni materiali per miliardi di euro, per non parlare delle ferite che i sopravvissuti si portano dentro, che non c’è indennizzo in grado di riparare. Un evento tragico, il terremoto del 2009, che scosse l’opinione pubblica di tutto il mondo, ma che tuttavia riuscì a destare anche grandi risate. «Oh... ma alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito... non è che c’è un terremoto al giorno», diceva l’imprenditore Pierfrancesco Gagliardi, al telefono con il cognato Francesco De Vito Piscicelli. «Eh certo...io ridevo stamattina alle 3 e mezzo dentro il letto», diceva ancora Piscicelli, al quale faceva eco Gagliardi: «Io pure...va buò... ciao». Le risate tra i due imprenditori fanno parte delle intercettazioni che hanno dato il via all’inchiesta sugli appalti del G8, che si è conclusa con alcune condanne in primo grado. Evidentemente, il terremoto per qualcuno è un evento che scatena ilarità, dal momento che c’è sempre chi se la ride. Anche nel 2016, quando venne giù Amatrice, c’era qualcuno che sghignazzava. Un imprenditore pugliese intercettato nell’ambito di un’inchiesta della procura dell’Aquila ride parlando della ricostruzione di Amatrice: «Abbiamo una struttura potentissima e abbiamo bisogno di fare qualcosa per tenerci attivi. Abbiamo chiuso un po’ di cantieri e abbiamo una cinquantina di unità lavorative che non so dove ca..o mandarle».