Le ingiunzioni di Natale: cartelle per 2,7 milioni

23 Dicembre 2023

PESCARA. È una crociata contro gli evasori fiscali quella intrapresa dal Comune di Pescara: l’amministrazione Masci ha avviato un’azione di recupero crediti che non prevede pause nemmeno nei giorni...

PESCARA. È una crociata contro gli evasori fiscali quella intrapresa dal Comune di Pescara: l’amministrazione Masci ha avviato un’azione di recupero crediti che non prevede pause nemmeno nei giorni di Natale. Proprio in questi giorni, stanno arrivando nelle case di centinaia di pescaresi avvisi di accertamento con il timbro dell’Adriatica Risorse, la municipalizzata del Comune che si occupa della riscossione dei tributi. Niente letterine di Babbo Natale ma ingiunzioni di pagamento da saldare entro il termine di 60 giorni: l’Adriatica Risorse vuole recuperare oltre 2,7 milioni di Imu e Tari mai pagate.
Con una lettera riservata, il direttore generale dell’Adriatica Risorse Giovanni D’Aquino informa il dirigente del settore Ragioneria del Comune Andrea Ruggieri dell’«attività di recupero evasione»: «Ai fini delle attività di accertamento contabile in bilancio, si comunica dei provvedimenti notificati nell’anno 2023», scrive D’Aquino. E, in poche righe, il direttore generale informa che la società di riscossione ha mandato già cartelle di pagamento per 1.549.500,26 euro riguardanti il tributo sulle case e sui terreni e per 1.210.107,42 euro riguardanti la tassa sui rifiuti. Le cartelle, spiega il documento, si riferiscono ad anni precedenti: il totale è di 2.759.607,68 euro. «Un atto dovuto», conferma l’assessore alle Finanze Eugenio Seccia (Forza Italia).
Sulla determina che accerta l’ammontare degli importi evasi, il dirigente Ruggieri appunta: «Trattandosi di attività di recupero evasione per omessa o infedele dichiarazione, gli importi oggetto degli avvisi di accertamento dovranno essere appositamente accertati in entrata in quanto relativi a contribuenti le cui utenze non erano incluse nei ruoli delle emissioni ordinarie». Ma recuperare queste somme arretrate non è affatto scontato e, anche se gli importi saranno iscritti nel bilancio che sarà votato il 28 dicembre prossimo in consiglio comunale, tanti potrebbero continuare a non pagare. È un’eventualità che potrebbe accadere tanto che Ruggieri dice: «Il fondo crediti di dubbia esigibilità, collegato alle entrate di che trattasi, risulta adeguato rispetto agli accertamenti effettuati». Non è una sorpresa che tanti evasori restino ancora tali nonostante le ingiunzioni.
Ma per l’amministrazione Masci, mettere le mani su quei tributi mai versati significherebbe rimpinguare le casse e aumentare la liquidità. E questo in un momento cruciale per i conti del Comune: l’amministrazione si avvia a uscire dal predissesto. Il 2024 sarà l’ultimo anno di tagli e sacrifici: dal 1° gennaio del 2025, il Comune di Pescara avrà ripianato il buco da 33 milioni di euro e uscirà dalla procedura di riequilibrio finanziario. Era il 2015 quando, a fronte dei conti fuori controllo, l’amministrazione Alessandrini si rifugiò nel predissesto con vincoli per 10 anni. Tra un anno, il Comune potrà tornare a contrarre mutui per i lavori pubblici e a fare assunzioni.