Le lacrime del fratello: «Era un angelo»

Giuliano Agostinone racconta: grazie al nuovo lavoro era tornato felice, viveva solo per sua figlia
MONTESILVANO. «Era un angelo sempre pronto ad aiutare gli altri». A tracciare un ricordo di Federico Agostinone, il 36enne di Montesilvano morto martedì mattina in un drammatico incidente sul lavoro, è il fratello maggiore Giuliano, ex assessore comunale con un trascorso nel mondo del calcio, che da due giorni piange la scomparsa del più giovane di casa, insieme al fratello Gravino e ai genitori Giuliana e Sergio Agostinone, ex comandante della polizia municipale.
«Federico era iperattivo, non si fermava mai e anche dopo aver lavorato molto, trovava sempre il tempo per andare con gli amici a giocare a tennis, che era uno sport che aveva ripreso da qualche tempo, anche per dimagrire un po’, e che lo divertiva molto. Quanto al carattere, mentre in casa era un po’ litigioso, seppur nella sua tenerezza, fuori casa si trasformava in un angelo, molto altruista e sempre pronto a correre dove c’era più bisogno di lui. In questo ha seguito alla perfezione gli insegnamenti dei miei genitori e la dimostrazione di ciò sono le centinaia di persone che in queste ore sono venute a casa nostra per ricordarlo con affetto».
Ma Federico, prima ancora di essere un amico, un figlio e un fratello, era soprattutto un padre che amava moltissimo la sua piccola Giorgia, di 8 anni, avuta dell’ex moglie. «Federico viveva per sua figlia e la chiamava anche 10 volte al giorno. Erano legatissimi, nonostante lei vivesse a Città Sant’Angelo con sua madre e lui fosse tornato a casa dai nostri genitori (in via Salvo d’Acquisto). Ora la piccola non sa ancora che il suo papà non c’è più, ma alla notizia che lui aveva avuto un incidente ha avuto una reazione violentissima e non sarà facile per lei accettare questa perdita».
Giuliano ricorda poi con commozione i momenti dell’infanzia di Federico, che guardava con ammirazione quel fratello calciatore e che da lui aveva preso anche il soprannome “Sammuccio”, con cui era noto tra gli amici e su Facebook: «Il nostro è stato sempre un rapporto di grande amore», racconta Giuliano. «Quando avevo 14 anni, ad esempio, lui ne aveva 5 ed ero praticamente il suo idolo. Mi seguiva sempre. Poi siamo cresciuti ma l’affetto non è mai diminuito, né è stato scalfito dai momenti più difficili». Il fratello di Federico fa riferimento in particolare al periodo in cui l’elettricista montesilvanese, che aveva iniziato a lavorare dopo il diploma, e che aveva trascorso qualche mese anche in Messico, era rimasto a casa per mancanza di lavoro. «Dopo un periodo di disagio per via della difficoltà di trovare un lavoro, nonostante sapesse fare di tutto a livello manuale», prosegue Giuliano, «dal primo agosto 2015 Federico aveva trovato un’azienda che gli aveva fatto un contratto, ma soprattutto gli aveva dato fiducia e responsabilità, tanto da mandarlo a lavorare anche a Verona e Napoli. E questo finalmente gli aveva restituito verve. Aveva ricominciato a uscire più spesso e stava vivendo un periodo davvero sereno». Una serenità che si è spezzata in un istante sotto il peso di una trave e che ha gettato nella disperazione più profonda la famiglia Agostinone. «Siamo tutti distrutti dal dolore, soprattutto i nostri genitori, ma con il tempo, uniti nel ricordo di mio fratello, riusciremo a sopravvivere anche a questo drammatico momento. Lo dobbiamo soprattutto a Federico e alla sua bambina».
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