Le lacrime per Raffaello: «Saremo forti come te»

30 Maggio 2023

La bara portata dalle guide alpine. La moglie: sei tutto il mio amore

SPOLTORE. Lacrime, silenzio e commozione, ieri mattina, fuori e dentro la chiesa di San Camillo a Villa Raspa, stracolma per l’ultimo saluto a Raffaello Toro, la guida alpina di 47 anni di Caramanico, residente a Villa Santa Maria di Spoltore, vittima con l’amico Gianluca Camplone dell’incidente sul Gran Sasso.
Accanto ai familiari c’erano tutti i suoi amici, gli allievi, le guide alpine d'Abruzzo che hanno portato a spalla la bara. Sopra, gli inseparabili sci e l’attrezzatura da montagna. In lacrime anche i compagni di scuola della figlia Margherita, 12 anni, i ragazzi della I C della media Virgilio. Ad accompagnarli, i genitori, la preside Elisa Giansante e i professori. Sull’altare, accanto a don Pierluigi Pistone, l’insegnante di religione della ragazza, don Paolo Sabatini. «Noi, cara Margherita», ha detto don Paolo, «vogliamo farti sentire che ti vogliamo bene, il tuo papà è sempre vicino a te, ti aiuteremo e ti accompagneremo perché tu possa crescere con quei valori che hai imparato da lui».
Distrutti i genitori di Raffaello, Nicola e Graziella, la sorella Patrizia e la moglie Francesca Mastromauro che con lui condivideva la grande passione per la montagna. «Te ne sei andato con tutto il mio amore», ha detto Francesca al termine della celebrazione, davanti alla bara coperta di fiori gialli e azzurri. «Io e Margherita saremo coraggiose. Tu mi dicevi sempre “stai calma” e io sarò calma, te lo prometto». E poi il ringraziamento ai tantissimi presenti. «A tutti quelli che sono qui dico che ho un vuoto troppo profondo, quando nei prossimi giorni me la sentirò dovrete colmarlo con me. E vi ringrazierò uno a uno, ma adesso ho bisogno di un momento di pausa». Fra la folla, anche il sindaco di Spoltore Chiara Trulli, l’alpinista Giampiero Di Federico, maestro di Toro, e il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Luca Verna, suo caro amico. Nell'omelia, don Pierluigi, amico di Raffaello e Francesca, ha ripetuto che «per Raffaello si è aperta una vita nuova. Lui continua a stare con noi, solo che in maniera diversa. Proseguirà a stare accanto a Margherita mentre fa i compiti e gioca e con Francesca mentre va in montagna», sottolineando che «nulla più della montagna è sinonimo della vita. Nulla più della montagna ci insegna la bellezza e nello stesso tempo la serietà, la durezza, la difficoltà. La nostra vita è come la montagna. Oggi Raffaello ha raggiunto la vetta della vita eterna. E da lì continuerà a stare con tutti noi».
Incredulo Davide Di Giosaffatte, presidente regionale delle guide alpine. «Raffaello era forte, meticoloso, preparato, serio, attento e puntuale», ha detto con la voce rotta dal pianto, «e sono solo alcune delle doti che ci ha dimostrato in ogni occasione. Abbiamo condiviso tanti momenti belli. Era uno dei migliori. Ha avuto una vita come pochi, vera, piena, ricca sia in montagna che a valle. Ha costruito tanto. Ci teneva moltissimo alla sua famiglia». Poi rivolgendosi a lui: «Stai tranquillo perché Francesca è forte e capace. Tutti noi le staremo accanto».