Le lezioni a distanza mandano ko il mercato degli affitti universitari

Il 20 per cento dei contratti delle case è stato già rescisso. Una batosta per migliaia di piccoli locatari A ottobre l’ateneo dell’Aquila riprenderà i corsi in presenza. A Chieti aule aperte solo per esami e tirocini
L'AQUILA. Con la didattica a distanza è crollato anche il mercato degli affitti universitari. In Abruzzo si fa la conta dei danni: quasi il 20% dei contratti è stato rescisso, media perfettamente in linea con quella nazionale. La possibilità per gli studenti di seguire le lezioni da casa ha influito su tutto il sistema legato agli universitari fuori sede, compresi affitti e consumi.
E ad ottobre gli atenei abruzzesi torneranno a pieno regime con le lezioni in presenza o si proseguirà la didattica a distanza? L’università dell’Aquila terrà in aula quasi tutti i corsi di laurea, la d’Annunzio Chieti-Pescara ha optato per la teledidattica: è prevista la presenza in sede solo per esami, tesi di laurea, tirocini ed esercitazioni. Teramo, invece, si pone a metà strada: aprirà il primo semestre con la didattica mista, sfruttando i sistemi informatici, con il docente in aula insieme a gruppi di studenti a rotazione. Almeno per i corsi più numerosi.
CROLLO AFFITTI. «A Chieti il 45% degli studenti è fuori sede», spiega Giuseppe Spina, componente del senato accademico dell’ateneo Chieti-Pescara e presidente dell’associazione Innovazione, «questo ha determinato un tracollo del mercato degli affitti. Durante il lockdown, gli universitari fuori sede sono tornati a casa e molte abitazioni sono rimaste sfitte». Un doppio risvolto negativo, fa notare Spina, «per gli studenti che, pur lasciando preventivamente la stanza o i locali presi in affitto, hanno dovuto comunque pagare le rate pattuite da contratto e per i piccoli locatari, che si sono visti rescindere i contratti o hanno registrato ritardi nell’incasso delle mensilità dovute».
La decisione di aprire il nuovo anno accademico, ad ottobre, con la teledicattica, secondo Spina «peserà notevolmente sul mercato degli affitti, con il rischio che, tra gennaio e febbraio 2021, nel secondo semestre, i prezzi delle locazioni salgano alle stelle».
MERCATO FERMO. Nicola D’Ambrosio, presidente di Azione Universitaria Chieti parla di «lassismo da parte degli atenei abruzzesi, che hanno sottovalutato l’impatto che la popolazione universitaria, soprattutto fuori sede, ha sull’economia regionale. Il crollo degli affitti sfiora il 20%», dice D’Ambrosio, «proseguire nella linea delle lezioni a distanza significa bloccare una fetta importante di mercato. È necessario tornare in presenza, rispettando le misure governative. L’università è anche condivisione di esperienze. La priorità resta la qualità della didattica», incalza D’Ambrosio, «ma a risentirne è tutto il tessuto socio-economico cresciuto all’ombra degli atenei abruzzesi».
L’Aquila vive una condizione leggermente diversa. «Da noi i prezzi degli affitti sono calmierati, anche per la grande disponibilità di alloggi«, evidenzia Luca Grimaldi di Azione universitaria, «dal prossimo anno accademico è prevista la riattivazione delle lezioni in presenza all’università e questo dovrebbe sopperire, in qualche modo, al vuoto che si è creato in questi mesi con alloggi sfitti e il rientro dei fuori sede nelle regioni di origine».
Le associazioni studentesche hanno sollecitato l’attivazione di un fondo “salva affitti”, approvato dalla Regione per agevolare gli universitari durante l’emergenza coronavirus, «ma rispetto alla popolazione studentesca, le somme stanziate risultano assolutamente insufficienti», afferma Grimaldi.
LEZIONI DA CASA. L’ateneo Chieti-Pescara, con il rettore Sergio Caputi, ha già fatto la sua scelta. Da ottobre si effettueranno in presenza soltanto esami, tesi di laurea, tirocini ed esercitazioni. «Per le lezioni aspettiamo le direttive del governo», sottolinea Caputi, «ma per mantenere il distanziamento è possibile usare solo un quarto dello spazio: un’aula da 100 posti diventerebbe da 25. Pertanto, qualora le indicazioni non dovessero cambiare, inizieremo con la teledidattica, che resterà comunque a disposizione, anche in futuro, degli studenti con particolari esigenze».
TUTTI IN AULA. «Riattivare in presenza il maggior numero di corsi»: questa l’idea del rettore dell’università dell’Aquila, Edoardo Alesse, che assicura «il rispetto della normativa anti-Covid, il distanziamento sociale e l’utilizzo dei dispositivi individuali di sicurezza. Solo i corsi più numerosi», aggiunge, «potrebbero essere seguiti in modalità mista, con la presenza in aula di parte degli studenti».
Già da luglio esami e sedute di laurea si terranno de visu. Il rettore dell’università di Teramo, Dino Mastrocola, inaugurerà il primo semestre con la didattica mista, ma con una prevalenza di studenti in aula e gruppi che seguiranno le lezioni da casa. «La capienza massima di un’aula è di 540 posti. Per i corsi dove c’è maggiore affluenza, con 180-190 iscritti, avvieremo la turnazione con la teledidattica e la presenza alternata in aula. A luglio le discussioni delle tesi avverranno ancora per via telematica, mentre laboratori e tirocini», conclude Mastrocola, «sono stati già riaperti con turnazioni dei gruppi, il rispetto delle distanze minime di sicurezza e l’utilizzo dei dispositivi».
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