Le liriche del Vate dall’altoparlante a Pescara Vecchia

21 Febbraio 2017

L’11 e 12 marzo rivivranno le magiche atmosfere grazie alle voci di attori come Gassman, Albertazzi e Placido

PESCARA. Il legame, spesso controverso, tra Pescara e Gabriele d'Annunzio si rinsalda attraverso il ritmo e la musicalità delle liriche più belle, interpretate da alcune delle voci più intense e suggestive del panorama culturale italiano.

Per celebrare il 154esimo anniversario della nascita del poeta, nel centro storico rivivono le atmosfere magiche e sospese di opere come "La pioggia nel pineto", "La sera fiesolana" o "La figlia di Jorio". Un omaggio che la città riserva al suo artista più noto (assieme a Flaiano), eccentrico innovatore, simbolo della modernità ma sulla cui eredità in passato hanno pesato fin troppi pregiudizi.

Sulla scia di quanto fatto a Bologna, in via D'Azeglio, per Lucio Dalla, sabato 11 e domenica 12 marzo (giorno effettivo della sua nascita), a pochi passi da Casa d'Annunzio saranno le voci inconfondibili di Giorgio Albertazzi, Vittorio Gassman e Michele Placido, unite all'interpretazione dell'attrice pescarese Franca Minnucci e alle registrazioni delle romanze di Tosti, a scandire il passeggio di grandi e piccini.

Grazie ad alcuni altoparlanti posizionati tra negozi e locali, i versi immortali del poeta risuoneranno in corso Manthonè e in via delle Caserme, le strade della sua infanzia, accompagnando i momenti della giornata e riproponendo il gusto per la parola intesa come chiave per svelare i segreti della natura. L'iniziativa denominata "Buon compleanno Gabriele" si inserisce nel ciclo di appuntamenti che fanno da corollario alla mostra "Cara cara mamma" dedicata a Luisa de Benedictis, "mater mirabilis" di Gabriele d'Annunzio.

L'esposizione, allestita nel centenario della scomparsa a Casa d'Annunzio, è a cura di Lucia Arbace e Franca Minnucci e raccoglie cimeli, manufatti in rame e lettere autografe. «D'Annunzio», sottolinea Minnucci, «ha amato tantissimo le donne, ma quella che ha amato di più è la madre. Il loro amore era profondo, vero, poiché riteneva che gran parte del suo successo fosse dovuto proprio a lei e per questo le fu eternamente grato. Molto particolare, al piano terra del museo, la ricostruzione di un'antica cucina, emblema del focolare domestico e della costante attesa di Donna Luisa del figlio Gabriele, al quale desiderava tanto offrire le sue tipiche pietanze abruzzesi e porgere le sue cure amorevoli».

Proprio i versi che cantano questo legame ancestrale tra il Vate e donna Luisetta, tra i tanti composti nella sua lunga carriera, sono stati scelti da Minnucci per la sua interpretazione. Seguirà la voce registrata di Vittorio Gassman mentre declama "La pioggia nel pineto", "La sera fiesolana" recitata da Michele Placido durante il Festival dannunziano e alcuni stralci della "Figlia di Jorio" eseguiti da Giorgio Albertazzi durante una precedente partecipazione allo Spoltore ensemble. «Ascoltare per strada le poesie di d'Annunzio», prosegue Minnucci, «fa bene all'anima e aiuta la città a ricordarsi delle cose che ha fatto e ad amarlo un po' di più».

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