Le mamme in piazza per chiedere sicurezza

Alla manifestazione di Pescara comitati e associazioni anche di altre regioni Morelli, papà di una bimba morta a San Giuliano: «Basta piangere le vittime»
PESCARA . Prevenire, investendo in sicurezza, per non dover più piangere vittime innocenti. È il messaggio che viene fuori dalla manifestazione che si è svolta ieri a Pescara, in Piazza della Rinascita, pensata per richiamare l’attenzione sulla necessità, non più rinviabile, di prevenzione, pianificazione territoriale, e di un piano per la messa in sicurezza gli edifici scolastici. Argomenti per i quali, secondo Antonio Morelli, presidente del comitato “Vittime di San Giuliano di Puglia”, deve essere messo in campo lo stesso impegno profuso per fronteggiare la mafia e il terrorismo. «Altrimenti», dice, «la prossima volta che un politico verrà a commemorare nuove vittime, noi ci saremo per accompagnarlo fuori dalla porta».
LE MAMME. A organizzare la manifestazione di ieri sono state le mamme del Patto per l’Abruzzo Resiliente (Par), tra cui Marzia Foglietta, dopo il murale realizzato dallo street artist Millo su una delle facciate della Scuola di Borgomarino a Pescara. Il tema è quello della sicurezza negli edifici scolastici. «La manifestazione», prosegue Antonio, che ha perso la figlia Morena, 6 anni, nel crollo della scuola di San Giuliano di Puglia, «è riuscita nonostante la scarsa attenzione da parte delle istituzioni. Sedici anni fa abbiamo piantato un seme che sta germogliando e si sta espandendo in tutta Italia. Ora, la cultura della sicurezza può diventare un albero robusto, ma spetta alle istituzioni adottare azioni concrete, prima che si verifichino i disastri, perché dopo non serve».
ANNO ZERO. Una triste constatazione emerge dalle frasi di Antonio: «Siamo all’anno zero, questo Paese cade a pezzi. è ora di dire basta, non ne possiamo più. Ogni anno si allunga la lista delle stragi e bisogna aggiornare l’elenco delle vittime innocenti».
IN PRIMA LINEA. A manifestare, ieri, insieme alle mamme del Par e al comitato “Vittime di San Giuliano di Puglia”, diverse associazioni, esponenti dei comitati di Amatrice, L’Aquila, le madri della terra dei fuochi, Soccorso Alpino e Coordinamento Unità di Crisi di Civitavecchia. Presenti anche i parenti delle vittime della valanga di Rigopiano, alunni della scuola Borgomarino, e Millo.Ilaria Carosi, sorella di Claudia morta nel sisma dell’Aquila.
LE TESTIMONIANZE. «La sicurezza», ha detto Ilaria Carosi, sorella di Claudia, morta nel sisma dell’Aquila del 2009, «passa anche per la memoria. Non si può dimenticare quello che è accaduto in tante tragedie e per questo è importante investire e lavorare nella prevenzione. Come psicologa volontaria ho lavorato anche nel terremoto di Amatrice e a Rigopiano, e ho vissuto anche nel mio lavoro il dolore di queste tragedie». Marzia Caccioppoli e Anna Magri sono due mamme che arrivano da Caivano, in provincia di Napoli, da quel lembo d’Italia tristemente noto come “Terra dei fuochi”. Hanno perso i rispettivi figli, strappati via da tumori causati dall inquinamento ambientale. «Siamo qui per denunciare», dicono, «lo scempio ambientale e l’edilizia criminale nella terra dei fuochi. Viviamo purtroppo in un Paese che non tutela i cittadini. Troppi esempi e troppe tragedie abbiamo avuto negli ultimi anni con troppe vittime». Mario, papà di Filippo Sanna, studente universitario morto nel terremoto di Amatrice, conclude: «Ci piacerebbe vedere in queste occasioni anche chi si trova nei piani alti, chi prende le decisioni e chi dirige i soccorsi. Bisogna lavorare per prevenire e per questo sarebbe importante istituire anche il Dipartimento della prevenzione civile dopo quello della protezione civile».

