Le meraviglie del Museo viaggiano in rete e su smartphone
ORTONA. Tour virtuali alla scoperta delle sale, audioguide scaricabili dal sito in rete e applicazioni per smartphone che consentono di conoscere ogni particolare delle opere d'arte esposte, in foto...
ORTONA. Tour virtuali alla scoperta delle sale, audioguide scaricabili dal sito in rete e applicazioni per smartphone che consentono di conoscere ogni particolare delle opere d'arte esposte, in foto dettagliate e supporto storico.
Con il suo "Sistema multimediale", il Museo diocesano di Ortona annesso alla cattedrale di San Tommaso è entrato nel terzo millennio ufficialmente ieri, quando alle 11 è stata presentata la piattaforma digitale del complesso aperto nei lontani anni del secondo Dopoguerra, segnati da un convulso sforzo di ricostruire la città tostiana anche nella sua millenaria memoria dopo le distruzioni dell'occupazione nazista e della liberazione compiuta dagli Alleati. All'avvenimento hanno partecipato l'arcivescovo di Lanciano-Ortona Emidio Cipollone e un rappresentante della Fondazione Banca Popolare dell'Emilia-Romagna, la ex Bls che ha commissionato e pagato la piattaforma digitale.
Quattro sale di cui tre storiche cappelle una volta aperte al culto tra cui spicca quella del Rosario, e un ambiente dedicato alla preziosa collezione numismatica. È un patrimonio di arredi sacri e dipinti che chiunque potrà visitare e approfondire dai cinque continenti senza muoversi da casa. Grazie ai codici Qr, i possessori di cellulari abilitati alla navigazione in rete potranno accedere a informazioni collegate a ogni singola opera, disponibili soltanto ai gruppi accompagnati dal personale di guida. Tecnologie e servizi sono stati illustrati alla presentazione da Elio Giannetti, direttore del Museo diocesano ortonese. «Con questo sistema», spiega, «il nostro museo e quello di Lanciano, già digitalizzato da alcune settimane, entrano di fatto in una elite nazionale del supporto informatico e telematico, visto che in Abruzzo nessuna esposizione può ancora contare su tecnologie analoghe». Con la messa in rete dell'intera esposizione, il museo ortonese moltiplicherà i visitatori a distanza, che prevedibilmente supereranno i circa 3.500 turisti che ogni anno varcano l'ingresso del sancta sanctorum ospitato nel complesso della cattedrale. «Ma nelle nostre intenzioni», osserva il direttore, «i due flussi non dovranno restare paralleli, e anzi ci attendiamo un effetto di trascinamento operato dalla piattaforma informatica verso un incremento delle visite fisiche, visto che la grande mole di informazioni disponibili attraverso i canali virtuali potrebbe fare da spunto per venirci a trovare di persona. Contiamo anche su un maggiore interesse del mondo della ricerca, che da oggi può scoprire anche a distanza i tesori d'arte e di cultura che custodiamo».
Francesco Blasi
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