Le mille vite di Del Bianco, manager intramontabile

20 Febbraio 2018

MANOPPELLO. Ha festeggiato il 95° compleanno con un pranzo che ha visto invitati decine di persone, tra parenti, conoscenti e soprattutto manager di alto livello. De resto lui, Giovannino Del Bianco,...

MANOPPELLO. Ha festeggiato il 95° compleanno con un pranzo che ha visto invitati decine di persone, tra parenti, conoscenti e soprattutto manager di alto livello. De resto lui, Giovannino Del Bianco, classe 1923, è ancora presidente del collegio dei revisori dei conti di almeno 30 società del gruppo Di Vincenzo, abruzzesi e nazionali, oltre che di holding come l'Interporto d'Abruzzo, Cei Impianti spa, Federmanager e il gruppo Strever, il cui proprietario è il presidente dell'Ance, Gennaro Strever.
L'incontro conviviale si è svolto a Villa Pardi di Manoppello, vicino al Volto Santo, dopo una messa celebrata nella Basilica. In occasione del suo 92° compleanno, tre anni fa, Del Bianco ebbe a dire, ironizzando, che si sentiva un po' “penalizzato” dal Signore, giacché a quell'età continuava ad avere una mente lucida e pronta, che non gli permetteva di abbandonare il lavoro. E lo ha ripetuto di nuovo agli invitati.Chiarezza di idee, che alcuni fa, gli ha consentito di iscriversi alla facoltà di Economia e commercio della università d’Annunzio che, secondo il suo programma di studi, e compatibilmente con il tempo che potrà dedicare alla preparazione degli ultimi esami, dovrebbe rilasciargli il titolo di dottore nel prossimo settembre. Del Bianco è il prototipo dell'emigrato dello scorso secolo, del’uomo che si è fatto da solo. Manoppellese puro sangue, prima di emigrare a Milano, adolescente, ha conseguito a Manoppello la licenza di quinta elementare e, a Chieti, quella della media inferiore con il farmacista del paese che gli fece da tutore assumendolo come ragazzo di bottega, dopo che aveva già provato a fare il falegname, il calzolaio e il muratore. Il diploma da ragioniere lo ottenne a Milano, seguendo corsi serali. Da allora, la sua vita è stata rivolta alla finanza raggiungendo sempre posizioni di più alto livello, conservate fino a oggi anche in Abruzzo, dove ha fatto ritorno a metà anni ‘70.
A Milano è stato un punto di riferimento per tanti manoppellesi e abruzzesi in cerca di lavoro che ha sempre, incondizionatamente, aiutato a trovare una collocazione. Come non esprimere ammirazione e calore umano per un uomo che, nonostante la sua posizione in tante grandi aziende, ha conservato quello che ritiene il tratto caratteriale che lo contraddistingue: l'umiltà. Al suo tavolo, le figlie Franca e Marinella, Gianni Di Vincenzo con i fratelli Roberto e Valerio, Paolo e Luca Cardano. E poi: Fabrizio Perletta, Gennaro e William Strever, Flavio Cameli e Stefano Cuzzilla rispettivamente presidenti di Federmanager Abruzzo/Molise e nazionale. Le figlie gli hanno scritto una affettuosa lettera ricordando anche la mamma, persa qualche decennio fa, e girato un accurato video che ha ripercorso tutta la sua quasi secolare storia.
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